"Bevo grappa invecchiata e ascolto musica jazz. Sistemo i libri sugli scaffali nuovi e resto fermo in mezzo al soggiorno a guardare i tappeti e i quadri e i tessuti alle pareti, e so che i fantasmi girano per i corridoi.
Ma non per questi corridoi, non in questa casa. Sono rimasti tutti in quell'infilata di stanze nello stretto passaggio alla fine della notte, e io resto impotente in questo posto deserto e guardo i libri.
Ho nostalgia dei giorni del disordine. Li rivoglio, i giorni in cui ero giovane sulla terra, guizzante nel vivo della pelle, imprudente e reale. Ecco di cosa ho nostalgia, dell'interruzione della pace, dei giorni del disordine quando camminavo per le strade vere e facevo gesti violenti ed ero pieno di rabbia e sempre pronto, un pericolo per gli altri, e un mistero distante per me stesso"
Don DeLillo, Underworld, pagina 861 dell'edizione Super ET di Einaudi.
Il blog personale di MML alias Marco M. Lupoi: fumetti, libri, cinema, TV, viaggi nello spazio e nella mente, nonché l'immancabile altra faccia della luna.
08 agosto 2006
07 agosto 2006
Excerpt # 1
"Diciamo semplicemente che il deserto è un impulso. Avevo deciso di punto in bianco di cambiare volo, prendere una macchina, e andare per strade poco battute.
C'è qualcosa - riguardo ai vecchi tempi - che viene soddisfatto dalla spontaneità. Più in fretta uno decide, meglio si libera del debito con la memoria.
Volevo rivederla, provare qualcosa, e dire qualcosa. Poche parole, non troppe, e poi tornare via, nella lontananza ventosa.
Era tutto lontananza. Era una distesa ininterrotta di terra arida e cielo, e un'impalpabile traccia di montagne, basse e accovacciate, in fondo, montagne o nuvole, a forma di gatto, di puma.
Com'è umano, vedere una cosa come qualcos'altro."
Don DeLillo - Underworld - Pagina 63 dell'edizioneSuper ET
C'è qualcosa - riguardo ai vecchi tempi - che viene soddisfatto dalla spontaneità. Più in fretta uno decide, meglio si libera del debito con la memoria.
Volevo rivederla, provare qualcosa, e dire qualcosa. Poche parole, non troppe, e poi tornare via, nella lontananza ventosa.
Era tutto lontananza. Era una distesa ininterrotta di terra arida e cielo, e un'impalpabile traccia di montagne, basse e accovacciate, in fondo, montagne o nuvole, a forma di gatto, di puma.
Com'è umano, vedere una cosa come qualcos'altro."
Don DeLillo - Underworld - Pagina 63 dell'edizioneSuper ET
Addicted to clouds
Tra le varie valli più o meno parallele dell'Appennino si può passare in auto tramite strade irte e contorte. Questo movimento si chiama "scollinare", e nella parte di Appennino che frequento ci sono diversi scollinamenti possibili, tra le valli del Sillaro, dell'Idice, del Santerno, del Senio. Etc etc etc. Uno degli scollinamenti più spettacolari è quello tra il Santerno e l'Idice, all'altezza di Monterenzio, con arrivo tra San Clemente e il Villaggio Salute. Ecco una foto di oggi, con una incredibile luce tersa, dopo uno scroscio di pioggia estiva. C'era anche l'arcobaleno, ma da un'altra parte.
06 agosto 2006
Eternamente
Vorrei avere qualche argomento fumettistico da proporvi, dato che so che una parte di voi monitora regolarmente il blog alla caccia di qualche chicca o qualche anticipazione. Mi dispiace deludervi, ma sto lavorando come un ciuco a tutta una serie di cose targate 2007 o 2008, o riservate a paesi che distano almeno tre ore d'aereo da qui.. e quindi ben poco posso lasciar trapelare. Sto tenendomi al passo come letture alla produzione Marvel, dato che a fine mese faremo il solito editorial retreat semestrale, e stavolta dovremo pensare alla programmazione dell'anno venturo; non ho perà molto da segnalare che già non sia stato osannato in queste colonne (vorrei dirvi che il numero 3 di MOON KNIGHT è una di quelle storie che farà discutere per anni a venire, ma temo di suonare ripetitivo). Ah, no, dimenticavo, è uscito ETERNALS 1 di Gaiman e Romita JR. La serie originale di Kirby, nella sua insensatezza, era uno dei miei mensili preferiti nell'anno di grazia 1976 (o '77?). Fin da ragazzino capivo che il King si dilettava a inventarsi un mondo che poco aveva a vedere con l'universo Marvel, e questa consapevolezza mi dannava, dato che Ikaris, Sersi, Makkari, Thena e Zuras DOVEVANO essere integrati con il mondo di Spider-Man e FQ, e questa mancanza di continuity era la mia croce e delizia. Ora, trent'anni dopo, uno dei più geniali e osannati scrittori di comics, Neal Gaiman, ci prova ancora, e a dire il vero la scelta degli Eterni come serie adatta a lui è un "no brainer": non ha forse Gaiman sempre parlato di dei che vivono tra gli umani, da Sandman ad American Gods? Il primo numero della sua miniserie è interessante, forte, da leggere, anche se un po' di perplessità lascia. Di sicuro confido che dal numero 2 le vicende si coagulino nel mix per budino che è una sceneggiatura, e si inizi sul serio a intravedere che forma (e che sapore) ha questo pudding. Per ora, alcuni elementi narrativi sono un po' troppo vaghi, troppo abbozzati. Vediamo come si svilupperà nell'insieme la miniserie...
Marina di Ravenna
Marina di Ravenna è una delle tante spiagge dell'Adriatico, in Romagna, probabilmente la più vicina a Bologna. Fino a qualche anno fa, era una delle località meno frequentate. Un po' di traffico locale, i ragazzi di Ravenna, le loro famiglie. Io, che andavo a Cesenatico, o meglio, a Zadina di Cesenatico, non consideravo neppure quella zona. Per noi bolognesi DOC (per quanto un ibrido lazio-calabrese come me possa considerarsi tale) , "andare al mare" significava sostanzialmente planare tra Cervia e Cattolica.
Negli ultimi 10 anni tuttavia Marina di Ravenna ha subito una metamorfosi totale: i vecchi stabilimenti sono stati rilevati da giovani imprenditori e restauratori, e sono diventati locali di tendenza. Lo Zanzibar, la Duna degli Orsi, il DolceLucia, sono solo alcuni dei nomi di questi bagni/lounge/ristoranti, dove non ci si limita solo a prendere a noleggio lettino e ombrellone e a comprare una coca o una piadina. Ci sono cocktail, massaggiatori, lounge music, veri e propri ristoranti etc etc, e anche se il mare (vero punto dolens) è una sorta di brodaglia melmosetta, tutto il resto del contorno è così glamourour e piacevole che passare qui una giornata (o mezza) può essere un gustoso intermezzo estivo. Ne sono la riprova le migliaia di bolognesi - e non solo - che sciamano qui ogni fine settimana per queste parentesi balneo-modaiole.
Ora, tiro in ballo MdR perché oggi, dopo una assenza lunghissima, di quasi due anni, sono tornato in questi lidi per una mezza giornata di mare, coinvolto da due amiche desiderose di qualche ora di sole. Nonostante il bollino rossissimo da 5 agosto, siamo arrivati in meno di un'ora, complice l'orario prescelto per la partenza, le 14.30. Il comune ha pensato - finalmente - di risolvere l'annoso problema dei parcheggi inesistenti allestendo un enorme spazio "park and ride" dove abbiamo lasciamo la macchina e preso la navetta gratuita per le spiagge. Il bagno prescelto è stato il Donna Rosa, il Bagno 38 di Marina. Ambiente bellissimo, con divani, musica di sottofondo, un bel po' di beautiful people (o come si dice in Spagna, "Chulos de playa"). Ce ne stiamo stati davanti al mare, nelle ore tarde di un sabato pomeriggio, a parlare di massimi sistemi, a leggiucchiare (per me, Dies Irae, di Giuseppe Genna), ho persino schiacciato un pisolino. L'aria era fresca, poco più di 24 gradi, a una certa ora abbiamo dovuto rivestirci, mentre la sera scendeva. Abbiamo anche cenato al ristorante del bagno, e se mi aspettavo penne allo scoglio e frittturine, mi sono invece ritrovato davanti un menu di pesce sofisticato e ambizioso, e un ambiente da lounge che non sfigurerebbe in località molto più da jet set (assolutamente consigliato se passate da quelle parti). Siamo poi rientrati a BO ascoltando musica da discoteca anni '70 e cantando classici dell'epoca a squarciagola...
Negli ultimi 10 anni tuttavia Marina di Ravenna ha subito una metamorfosi totale: i vecchi stabilimenti sono stati rilevati da giovani imprenditori e restauratori, e sono diventati locali di tendenza. Lo Zanzibar, la Duna degli Orsi, il DolceLucia, sono solo alcuni dei nomi di questi bagni/lounge/ristoranti, dove non ci si limita solo a prendere a noleggio lettino e ombrellone e a comprare una coca o una piadina. Ci sono cocktail, massaggiatori, lounge music, veri e propri ristoranti etc etc, e anche se il mare (vero punto dolens) è una sorta di brodaglia melmosetta, tutto il resto del contorno è così glamourour e piacevole che passare qui una giornata (o mezza) può essere un gustoso intermezzo estivo. Ne sono la riprova le migliaia di bolognesi - e non solo - che sciamano qui ogni fine settimana per queste parentesi balneo-modaiole.
Ora, tiro in ballo MdR perché oggi, dopo una assenza lunghissima, di quasi due anni, sono tornato in questi lidi per una mezza giornata di mare, coinvolto da due amiche desiderose di qualche ora di sole. Nonostante il bollino rossissimo da 5 agosto, siamo arrivati in meno di un'ora, complice l'orario prescelto per la partenza, le 14.30. Il comune ha pensato - finalmente - di risolvere l'annoso problema dei parcheggi inesistenti allestendo un enorme spazio "park and ride" dove abbiamo lasciamo la macchina e preso la navetta gratuita per le spiagge. Il bagno prescelto è stato il Donna Rosa, il Bagno 38 di Marina. Ambiente bellissimo, con divani, musica di sottofondo, un bel po' di beautiful people (o come si dice in Spagna, "Chulos de playa"). Ce ne stiamo stati davanti al mare, nelle ore tarde di un sabato pomeriggio, a parlare di massimi sistemi, a leggiucchiare (per me, Dies Irae, di Giuseppe Genna), ho persino schiacciato un pisolino. L'aria era fresca, poco più di 24 gradi, a una certa ora abbiamo dovuto rivestirci, mentre la sera scendeva. Abbiamo anche cenato al ristorante del bagno, e se mi aspettavo penne allo scoglio e frittturine, mi sono invece ritrovato davanti un menu di pesce sofisticato e ambizioso, e un ambiente da lounge che non sfigurerebbe in località molto più da jet set (assolutamente consigliato se passate da quelle parti). Siamo poi rientrati a BO ascoltando musica da discoteca anni '70 e cantando classici dell'epoca a squarciagola...
03 agosto 2006
Bologna d'estate
Mi piace Bologna d'estate, d'agosto, soprattutto. La città, che gia da fine maggio è molto meno caotica per la partenza degli universitari e il rallentamento del periodo fieristico, si sgonfia ulteriormente, si scrolla di dosso svariate decine di migliaia di persone e si presenta a noi che restiamo in una veste un po' sudata e un po' dimessa: lavori in corso, i primi negozi che chiudono, le strade del centro dove da una certa ora in poi si riesce a parcheggiare senza problemi. Si crea una certa solidarietà tra coloro che restano: si è pochi, ma buoni, e ci si insegue con gli SMS. "Ci sei ancora?", "6 a BO". Ci si dà consigli sui locali ancora aperti, si offrono alla comunità terrazzi e cortili privati per cene improvvisate, si mangia l'ultima vera genuina specialità culinaria cittadina rimastaci, il gelato. Si sta fino a mezzanotte o all'una a parlare di libri, di gente, di politica, di film. Si organizzano le vacanze, molti last minute, molte scelte improvvisate, sperando di non pentirsi dell'itinerario scelto, o dei compagni di viaggio selezionati un po' per disperazione, all'ultimissima.
I giorni in città, ad agosto, sono belli, sono comunque un rito, così come un rito è stato stamattina ricordare in città i 26 anni dalla strage di Bologna: la stazione distrutta, il volto di una donna in barella che è stato l'immagine dello strazio, i funerali che vidi in TV, dal Lazio, con Piazza Maggiore stracolma. E poi, poi venti e passa anni di segreti, mezze giustizie, brandelli di verità, il rito della memoria celebrato ogni due agosto, alle 10.25. Forse molti di voi non c'erano, in quel 1980 infuocato, ma noi che c'eravamo ricordiamo e ricorderemo. Anche per voi.
I giorni in città, ad agosto, sono belli, sono comunque un rito, così come un rito è stato stamattina ricordare in città i 26 anni dalla strage di Bologna: la stazione distrutta, il volto di una donna in barella che è stato l'immagine dello strazio, i funerali che vidi in TV, dal Lazio, con Piazza Maggiore stracolma. E poi, poi venti e passa anni di segreti, mezze giustizie, brandelli di verità, il rito della memoria celebrato ogni due agosto, alle 10.25. Forse molti di voi non c'erano, in quel 1980 infuocato, ma noi che c'eravamo ricordiamo e ricorderemo. Anche per voi.
30 luglio 2006
Il cielo sopra Stoccarda



E così, alla fine, ho volato. Come si evince dalle foto, ho volato in un Baby Cesna, con l'istruttore al fianco, partenza dall'aeroporto di Stoccarda alle 12.00, decollo immediato, dopo 1 minuto eravamo a 2000 piedi e lui mi ha lasciato i comandi dicendomi "Vai dove ti pare, è come andare in bicicletta". Avevo le mani un tantino sudate, e la bocca pastosa, e un bel po' di strizza, sotto sotto, ma alla fine è vero, comunque la si metta, a questi livelli, con questo clima, un aeroplano non può che volare. E così mi sono fatto un voletto di un'ora, come nei sogni, abbastanza in basso da distinguere le strade dove ero stato a zonzo il giorno prima, il fiume, le barche, le case, i castelli. Abbiamo volato, girato sulla città e sulla campagna, in questa giornata d'estate tedesca irrealmente luminosa, per poi rientrare in aeroporto. L'atterraggio l'ha fatto lui, ovviamente, ed è stato delicatissimo, come scendere da un gradino.
La giornata di attivià aziendali organizzate dal nostro direttore tedesco Frank Z. (invero olandese, ma ormai tedesco d'adozione) è continuata con una serie di eventi tutti molto testosteronici: visita al (bellissimo) museo Mercedes, aperto lo scorso maggio e con una concezione museale incredibile (una torre di cemento, vetro e acciaio, con due spirali sovrapposte discendenti che esponevano la storia dell'automobile Mercedes dall'inizio a oggi, con pezzi incredibili tipo la Papamobile, la Mercedes di Hirohito e una appartenuta per qualche anno alla principessa Diana).
A seguire, spostamento su una pista di go kart, e torneo di go kart, cui ho partecipato con entusiasmo, anche se tra caviglia slogata e i miei endemici problemi di anterolistesi mi sono limitato nella velocità (ci mancava SOLO un terzo ammaccamento e poi ero pronto per l'ospizio). Alla sera, cena al Solitude, il più famoso castello di Stoccarda.
Oggi, finalmenrte, rientro in Italia e giornata di totale relax per riprendersi dal tour de force...
Piccolo PS: ecco la mia foto del Museo D'Arte di Stoccarda, così come scattata da me con una semplice Lumix. Certo, non come quella del post precedente, ma non male.
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