04 settembre 2006

Di castello in castello



Castel del Rio è un'amena cittadina nell'alta Valle del Santerno, parallela a quella valle del Sillaro in cui passo praticamente ogni fine settimana. E Castel Del Rio è un posto che gli appassionati di fumetto conoscono bene, dato che è qui che Roberto Raviola - Magnus - ha passato gli ultimi anni della sua vita, in cui è morto e in cui è sepolto. Riesco bene a capire il fascino che questo lembo d'Appennino può esercitare: una campagna verdissima, un fiume con le acque tiepide in cui è possibile balneare parecchi mesi all'anno, gole ripidissime che si stringono e si allargano in un panorama vertiginoso che dopo pochi chilometri culmina e sfocia nel Mugello. Nel castello eponimo di CdR da qualche tempo hanno aperto una SALA MAGNUS per celebrare il famoso artista che decise di scegliere Castello come sua ultima casa, e che riuscì anche a infilarcelo in più di una vignetta.
Oggi ci sono passato anche io, in occasione di una giornata speciale commemorativa, e di una micro-mostra mercato molto interessante. Ho finalmente conosciuto la signora Raviola, Margherita, dopo tante collaborazioni insieme con REPUBBLICA, LA COMPAGNIA DELLA FORCA e non solo. Buffo, che me la immaginavo brunetta e rotonda, ed è invece bionda e snella, una vera esplosione di vita e di entusiasmo.

Certo, la Sala Magnus in sé non è nulla di spettacolare, ma è comunque un bell'omaggio a questo grande artista, ed è più di quello che abbia fatto una città come Bologna nei confronti di Magnus o di qualsiasi altro dei suoi Maestri.
Se decidete di fare un giro di queste parti, passate a vederla, e pensate per qualche minuto a questo grande artista, e allo scrigno verde di alberi e pietra in cui scelse di seppellire il suo dolore. Non ve ne pentirete.

02 settembre 2006

In the beginning - 4 di ?


Gli anni delle scuole medie (1976-1979) sono anni di grande transizione, il capitolo finale dell'infanzia, in più di un senso: cambio scuola due volte, cambio casa e quartiere, cambio amici e compagni, mio padre inizia il calvario che da un infarto all'altro lo porterà alla morte, nel 1982.
In generale, tutte le ovattate certezze delle elementari vengono rimpiazzate da nuove sfide, nuovi interessi, in un vortice di crescita accelerata. I fumetti Marvel-Corno, complice anche la chiusura del Corriere dei Ragazzi, diventano la mia lettura e passione primaria, in un crescendo. Prima inizio a comprare L'UOMO RAGNO GIGANTE, poi THOR e i FANTASTICI QUATTRO, poi DEVIL GIGANTE, poi L'UOMO RAGNO, quindi, al suo esordio, GLI ETERNI, la spettacolare rivista antologica sulle serie "fantascientifiche" della Marvel (Nova, Omega, Cybernus, i Guardiani della Galassia, 2001 Odissea Nello Spazio, e - ovviamente - gli Eternals di Jack Kirby). Il mio entusiasmo non ha confini. Compro le nuove uscite, inizio a cercare gli albi mancanti nelle rivendite dell'usato di Bologna (compreso un certo negozio di via Lame che giocherà un ruolo importantissimo negli anni a venire...). Pian piano anche le serie secondarie come DRACULA, HULK, SUPERFUMETTI IN FILM o SHANG CHI o persino EUREKA, che ospita le strisce del Ragno, vengono inglobate nella mia "lista della spesa" (l'ultima collana cui capitolo è CONAN & KA-ZAR, ebbene sì, lo confesso). Acquisto tutto in edicola, ovviamente, di solito quella davanti alla scuola, in via Sant'Isaia, aspettando maniacalmente il giorno d'uscita, sentendomi felice dentro in quelle giornate di primavera in cui entro a scuola sapendo che all'uscita ci sarà il nuovo THOR o il nuovo FQ ad aspettarmi. Inizio a tenere un index delle storie Marvel, in un quaderno ad anelli che fino a pochi anni fa mi serviva ancora come fonte di informazione inequivocabile su dove fosse apparsa una certa storia negli albi Corno. E' un index semplice, sono semplicemente le diverse collane americane in ordine alfabetico, con l'elenco degli episodi in italiano con la sigla dell'apparizione italiana e la data di uscita americana. Man mano che le mie collezioni si completano, anche gli index si riempiono, e vi assicuro che rispetto all'odierna "informazione in tempo reale" offerta dalla rete questa costruzioni "manuale" dell'informazione è decisamente più appagante.
Inizio anche, e sarà un'occupazione sempre più importante all'inizio delle superiori, a tenere un quaderno con le mie recensioni dei diversi albi Marvel, ingenue se lette adesso, ma tutte con una loro logica.
E - ovviamente - inondo la Corno di lettere, almeno una decina - di cui tre vengono pubblicate, nel breve intervallo di tempo in cui le rubriche di corrispondenza con i lettori sono curate in una maniera paragonabile a quella odierna (anche se le risposte sono sempre vaghe e - spesso - pacchianamente inesatte o "sbruffonescamente" maleducate).
Degli albi Corno mi piace quasi tutto, soprattutto su GLI ETERNI e i GIGANTI (non sono ancora in grado di capire che le traduzioni sono fatte a dir poco con i piedi, anche se almeno sono in italiano, che è più di quello che si possa dire di questi tempi).
La principale cosa che mi turba è che sono AFFAMATO di informazioni. Vorrei sapere tutto sulla Marvel, i suoi eroi, il passato, il presente, e invece negli albi le uniche rubriche sono le pagine della posta di cui sopra. Inizio a fantasticare di albi Marvel in cui siano presentate le storie, i loro autori, il contesto in cui si svolgono.
Poi: trovo bizzarri certi accostamenti tra personaggi principali e comprimari. Se L'UOMO RAGNO può vantare Devil, Hulk e Iron Man come "compagni di strada", FQ e THOR, gli altri due quindicinali, devono rimpolpare le pagine con serie che oggi al massimo vi trovereste in un 100% MARVEL, tipo Killraven o Ghost o il Figlio di Satana o il Dottor Strange (potrei mettere anche Pantera Nera nell'elenco, ma dato che probabilmente diverrà il comprimario di uno dei mensili Panini Comics nel 2007, sarebbe una contraddizione...). Con il senno di poi, la Corno non aveva altra scelta, dato che il convento passava solo quello, e in pratica non c'erano serie inedite cui pescare per la scelta dei comprimari. All'epoca non me ne rendevo conto, ma comunque imparai a farmi piacere anche Power Man e Bloodstone, tanto per gradire.
Infine, non ci voleva un genio per capire che nella pubblicazione di serie tra loro collegate (tipo FANTASTIC FOUR e MARVEL 2 IN 1, alias la collana della Cosa), la Corno se ne infischiava della sequenza di lettura corretta. Rifilava a noi lettori magari dieci numeri di FQ con dentro la Cosa, poi dieci con FF, e magari i primi avevano anticipato i colpi di scena dei secondi, o viceversa. Diciamo che gli editorial retreat come il nostro di mercoledì, in cui ci siamo scervellati per capire in che mese far iniziare CIVIL WAR per evitare "spoiler", non erano nelle corde della redazione di Viale Romagna.

4-- CONTINUA

31 agosto 2006

Giornata di fuoco


Programming
Originally uploaded by Marco40134.
E' finita la giornata di editorial retreat, con tanto di cena in agriturismo, per molti versi la fotocopia dell'anno scorso. Di diverso c'è stata la presenza della new entry Simon Bisi, e che i temi erano così tanti (Marvel, Civil War, Virgin, Annihilation, i fumetti autoprodotti...) che in circa nove ore di riunione non siamo riusciti a farci stare proprio il 100% delle cose da discutere. Il momento più cruciale è stata la mappatura della programmazione delle coedizioni, fatta come al solito con post-it e una lavagna di carta. Nella foto, un dettaglio della lavagna... in uno dei tanti "stati quantistici" di approssimazione in cui è stata oggi pomeriggio.

29 agosto 2006

Scampoli d'agosto


Qualche pensierino di fine agosto...
Questa settimana è una delle più divertenti dell'anno (**), dato che si stendono i programmi editoriali 2007. Quelli manga sono pronti da inizio mese, a parte un paio di titoli ancora in predicato e un paio ancora da scegliere. Nel complesso, un bel programma, in cui FMA, Naruto, Death Note (e non solo...) la faranno da padrone, con alcune interessanti novità del genere sbudellamenti-violenza-sangue orrore e raccapriccio (un nostro cavallo di battaglia).
Ieri con il buon Andrew abbiamo impostato l'ex Cult Comics, anno 2007, davvero nutrito nonostante la conclusione di KEN PARKER COLLECTION, grazie all'iniezione di Virgin, Bone a colori, C.S.I. e al rilancio di Top Cow.
Ma il piatto forte sarà domani l' editorial retreat estivo, con tutti gli editor e i coordinatori Marvel di Italia, Francia, Spagna e Germania, da mattina a sera, a parlare di come distribuire il mare magnum di titoli della Casa delle Idee che ci terranno in compagnia l'anno prossimo. Continua a farmi impressione anche dopo vent'anni pensare adesso a quali saranno le strenne natalizie del 2007, ma così va il mondo, così è il meccanismo dell'editoria.
Per prepararmi, nel fine settimana mi sono fatto una full immersion Marvel nella campagna di Bellisola, leggendomi almeno un centinaio di uscite USA recenti, e mettendomi in pari praticamente con tutto, con un'indigestione di Fossati e Cantuaria nell'iPod.
Scoperte piacevoli: gli X-MEN di Brubaker e Tan, versione cosmica; l'ottima miniserie di NOVA all'interno di ANNIHILATION, la serie di Pantera Nera che ha un suo che anche dopo la partenza di Romita JR, la miniserie di STORM.
Continuano a livello stellare FANTASTIC FOUR. MOON KNIGHT, PUNISHER, DAREDEVIL, CAPTAIN AMERICA, e - se devo menzionare UN titolo - RUNAWAYS, ma anche sotto queste vette la media Marvel non è mai stata così alta. A domani o dopodomani per altri dettagli...

(**) in more ways than one

28 agosto 2006

In the beginning - 3 di ?


Prima di passare al periodo successivo, agli anni delle medie e delle superiori, e alla trasformazione di quella che era una passione in un'attività para-professionale prima e professionale poi, lasciatemi dire qualcos'altro su quegli anni, sullo scorcio di '70 "pre rivoluzione televisiva" nella quale si sono formati i miei interessi e - presumo - quelli di una buona fetta di voi lettori.

Erano anni della prima e della seconda rete, di Carosello (e dell' "a letto dopo"), della TV DEI RAGAZZI, dello Zecchino d'Oro, del mondo in bianco e nero. Proprio perché la TV adatta a un bambino era così poca, quella che passava il convento era un nettare, era contare i giorni per aspettare la puntata successiva di Sandokan, Supergulp o Spazio 1999, guardare con il fiato sospeso Pippi Calzelunghe, UFO Attacco alla Terra, The Prisoner, Belfagor, A come Andromeda, Ettore Fieramosca, Gianni e il Magico Alverman, ma anche accontentarsi di un qualsiasi Braccobaldo, Jonni Quest o Scooby Doo. Ricordo anni di frustrazioni perché il momento migliore della settimana era la domenica pomeriggio, con i film di Tarzan o UFO, e i miei insistevano per trascinarmi invece nelle loro attività educative tipo andare a mangiare la fiorentina a Tolé (un supplizio) o a giocare a carte al "Pescatore", la villa degli amici di famiglia, nella quale almeno c'era un televisore dal quale ricordo di aver sbirciato più di un episodio di Mr Magoo, uno dei miei illogici ma assoluti amori infantili.
Le mie passioni massime? Ovviamente Supergulp, e al secondo posto Spazio 1999, che andava in onda il sabato sera in seconda serata e di cui ho comprato persino i libri fotografici della Mondadori, e la cui venerazione sfociava nel maniacale. Terzo, Sandokan, di cui conosco ancora a memoria la sigla, registrata mettendo al fianco della TV un registratore a cassette. Ovviamente mi piaceva il fantastico, l'avventura, la fantascienza, i gialli. Bastava che ci fosse un qualsiasi elemento di "dramatic fiction" ed ero pronto ad entusiasmarmi. Non mi prendeva la comicità, anche se ricordo una rassegna di film di Chaplin che mi fece conoscere in sequenza tutta la filmografia del grande regista. Gli show mi lasciavano indifferente, anche se ricordo con nostalgia Tante Scuse, con Vianello e la Mondaini che nella sigla uccidevano i Ricchi e Poveri, ogni volta in modo diverso.

Erano anni poveri, televisivamente parlando, con pochi programmi degni d'interesse, ma proprio perché erano pochi, inebriavano quasi, e in un'Italia pre-Austerity o post-Austerity, dove l'orizzonte per me (e per molti) non andava oltre Bologna, l'Appennino e l'Adriatico, permettevano di evadere radicalmente e passare qualche ora sulla Luna, o a Londra, o nella foresta africana.

Nel resto del tempo libero (ed era tanto, il tempo libero, allora) ero un lettore inveterato, anche se in maniera anarchica: avevo tutti i libri di Verne, e li leggevo a ciclo continuo, ma di Salgari avevo solo Il Re Dei Mari, il penultimo del ciclo di Sandokan, credo, e penso di averlo letto cinque o sei volte. Il fatto era che leggevo con tanta rapidità che avrei avuto bisogno di due-tre libri alla settimana, e dal momento che questa sembrava un'esigenza inconcepibile per un novenne, dovevo accontentarmi dei pochi libri che avevo, e leggerli in loop. Le cose migliorarono un poco quando arrivarono i primi libri per ragazzi in edizione economica, gli Oscar Ragazzi, o l'analoga versione BUR, per non parlare dei Gialli per Ragazzi, con gli Hardy Boys e Nancy Drew, che mi sbafavo in due-tre ore l'uno. Solo al liceo avrei scoperto la bellezza delle biblioteche pubbliche, che permettono di sbizzarrirsi senza limite, ma nel frattempo era finita l'epoca dei lunghi pomeriggi di ozio infantile. Se dovessi dire quale dei tantissimi libri per ragazzi mi è rimasta più impressa avrei solo l'imbarazzo della scelta, anche se indubbiamente a Peter Pan sono collegati alcuni dei ricordi più nostalgici.

Infine, e con questo chiudiamo il capitolo, oltre a leggere come un pazzo, all'epoca scrivevo e inventavo come un pazzo (si potrebbe dire che non ho mai smesso...). Nei primissimi anni delle elementari avevo un mio giornalino settimanale, otto-dieci pagine su fogli da quaderno. Si intitolava IPPY E GLI ALTRI PERSONAGGI. Ippy, un coniglio azzurro sposato con la pecora Marisa, prendeva il nome dagli hippies, i trasgressivi figli dei fiori, di cui avevo sentito parlare e che chiaramente mi affascinavano massivamente. GLI ALTRI PERSONAGGI erano i vermi Toc e Rina, lo scheletro Ugo con la sua fidanzata scheletressa, e tutto un piccolo ingenuo pantheon di personaggi zoomorfi che nascevano dalle letture di Topolino e da quelle di Atomino di Marcello Argilli (un premio a chi sa dove era pubblicato...). Notare che ogni numero aveva colophon ("una pubblicazione di FLE, FRATELLI LUPOI EDITORI"), pagina della posta, rubriche, anteprima del numero seguente, come un gionalino "vero", e siccome ero certo che li avrei un giorno pubblicati, avevano data di copertina postdatata, tipo "sabato, 13 aprile 2002". Una volta terminato il ciclo IEGAP, rendendomi conto che non sapevo per niente disegnare, iniziai ad INVENTARE fumetti. Me ne stavo, soprattutto d'estate, per ore a fantasticare, palleggiando o - cosa ancora più inquietante - a sbattere con un bastone per terra, quassi dovessi trasformarmi in Thor. In quei pomeriggi di sole e di invenzioni mi creavo i miei super eroi personali, come credo abbiano fatto il 100% dei lettori di comics, e immaginavo le loro avventure, scrivendone i titoli in lunghi elenchi su quaderni. Esatto, non scrivevo le storie, ma solo i loro titoli (iniziando a sviluppare la mia passione per questa microarte, che forse traspare anche da questo blog). Pensavo ingenuamente che bastasse l'elenco dei titoli a farmi ricordare anche le storie, che invece sono state cancellate dal tempo e di cui non ricordo nulla, se non qualche nome di personaggio: Volter, Sexta, l'Uomo Cristallo e Aquafresh (sic) del gruppo dei Liberatori, e poi la grande saga "in solitaria" di Wonder Boy, il ragazzo meraviglia.

Negli anni successivi anche questa smania creativa si sarebbe trasformata, con l'ingresso nel mondo del fandom.

3- continua

24 agosto 2006

Back to base



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Si rientra alla base, a Bologna, al lavoro, e sono giorni dolci, in cui si lavora tantissimo, ma senza le chiamate ininterrotte e i casini che nei periodi normali assillano. La luce è bella, e fa caldo, ma non troppo, che quasi si potrebbe spegnere l'aria condizionata, in ufficio. Certo, è tutto chiuso, si può andare a pranzare solo alla mensa degli operai Meta o in qualche baracchina abbarbicata al fianco del parco Ferrari. Ci sono da mangiare i frutti dell'orto di mia madre, zucchine, pomodori, prugne, e soprattutto fichi dolcissimi, assieme al jamon iberico portato dall'Andalusia. Alla sera, per portar fuori amici spagnoli per la prima volta in visita in Italia, scopro il migliore locale per crescentine e tigelle di Bologna, sentito dire e favoleggiato, ma mai visitato in 41 anni: La Baracca, stile valtellinese subito fuori Zola, per cucina tipicissima e tigelle, crescentine, squaqquerone, lardo, sottaceti. In quattro si spendono cinqunta euro e trenta cent, un regalo di questi tempi, pensando anche alla pasta fritta e calda delle crescentine che si scioglie in bocca, con dentro la mortadella tagliata grossa, di quella buona.

E il pensiero più dolce di tutti è che ci sono ancora quattro interi fine settimana, prima della fine dell'estate...

19 agosto 2006

La ruta natural




Vigilia di partenza: tra qualche ora prendo l'aereo da Malaga e me ne ritorno a casa. Ferie brevi quest'anno, dato che ho in programma di rifarmi ampiamente questo autunno e questo inverno. E mentre cerco (invano) di rubare qualche ultimo scampolo di abbronzatura, ci sono tutta una serie di osservazioni curiosa sulla Spagna che vorrei condividere con voi, frutto di cinque estati di seguito passate "vivendo all'Andalusa" osservando cose banali come i quotidiani, le edicole, la televisione.
Numero 1. Pensate che il pettegolezzo imperi nei media italiani? You aint' seen anything, baby. In Spagna, il "cotilleo", il gossip televisivo, assurge a opera d'arte, e ogni rete che si rispetti dedica ore o ore ogni giorno a reportage sugli amori di questo o quel famoso... altro che lo striminzito "Verissimo". Persino la seriosa TV nazionale prima del telegiornale dell'ora di pranzo (che va in onda, giuro, dalle 15.00 alle 16), propone una mezz'ora di pettegolezzo, in un programma che si chiama "Corazon Corazon"). E i famosi oggetto di attenzione NON SONO quelli italici. Ci sono le veline locali, e i locali protagonisti del "Gran Hermano" o di "La isla de los famosos", ma ci sono soprattutto i toreri, le loro famiglie, e i cantanti "folklorici" (tipo Isabel Pantoja) con annessi e connessi. E se mancano le star, si intervistano gli ex mariti, gli amici delle ex-mogli, i figli di primo letto dei secondi mariti etc
Numero 2. In edicola c'è veramente di tutto di più (ci sono anche gli splendidi fumetti Panini Comics in salsa iberica, distribuiti bene persino in questo angolo di Andalusia), ma mancano DEL TUTTO i settimanali di attualità tipo Espresso o Panorama, o persino Vanity Fair. Ho visto solo settimanali di pettegolezzi (in quantità che fa impallidire in nostro mercato), ma nulla di nulla per un lettore come me che in Italia tra Espresso, Diario, Internazionale, VF etc etc avrebbe quasi una rivista al giorno da leggere.
Numero 3. Vi lamentate della pubblicità in TV? Qua in Spagna i blocchi di annunci sono anche di 8-10-12 minuti! Dal momento che non c'è il canone, tutte le reti interrompono continuamente film e telefilm, per dei periodi di tempo che anche al più scafato spettatore di Italia Uno farebbero venire l'itterizia. In compenso è stupefacente come i prodotti pubblicizzati e il modo di pubblicizzarli siano diffferenti. Ho visto un sacco di annunci per prodotti di soja, per esempio, dato che pare che qui vadano molto, o per aziende specializzate in chirurgia estetica, o per una rete di dentisti specializzati per essere aperti il sabato (idea geniale!). Belle anche le "pubblicità progresso", moltissime contro gli incendi o contro l'eccesso di velocità, molto più incisive rispetto a quanto visto da noi (anche se non so a quanto servano data la recente ecatombe ecologica in Galizia).
Numero 4. Non sbagliate, se venite da queste parti. La paella si mangia solo a pranzo, mai per cena. Solo i turisti commettono questo errore (un po' come americani e giapponesi che in Italia si ostinano a prendere il cappuccino dopo le 11.00 del mattino). Anche perché, sa fatta come si deve, è un piatto così pesante che sfido chiunque a mangiarla a mezzanotte e poi andare a letto a dormirci su...
Numero 5. I fenomeni TV sono un po' gli stessi che da noi. Le commedie locali sono davvero divertenti e rompono tutti gli schemi rispetto alle varie fetecchie sotto sotto mezzo moraliste delle reti italiche. La mia preferita, "Aqui no hay quien viva", che significa più o meno "Qui la vita è impossibile" mi fa sbellicare a tal punto che credo che me ne procurerò il cofanetto in DVD: storia di un condominio di Madrid dove succede di tutto e di più, tra portieri arrapati, lesbiche incinta per inseminazione artificiale, vecchiette ninfomani, adulteri di una certa età, giovani coppie indecise e chi più ne ha più ne metta...