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21 maggio 2007

TV globale


Find Yourself... LOST
Originally uploaded by Calebtobey.

Chiacchierando con un insospettabile amico fruitore del blog, che mi ha tirato fuori esegesi della terza stagione di LOST e della prima di HEROES, mi sono tornati in mente una serie di discorsi sentiti all'ultimo MIP di Cannes, la fiera dei diritti TV.
L'esplosione della diffusione via download dei telefilm USA pare sia per le reti americane più un vantaggio che altro. In paesi dove mai avevano avuto successo le serie USA , ora sono nati canali satellitari a loro dedicate. In altri (come la Spagna) per arginare il fenomeno dei download, si trasmettono le serie americane praticamente in contemporanea con l'edizione USA.
In sostanza, la (piccola) fetta della popolazione che si scarica i telefilm e se li vede sul computer, avvia un meccanismo di "marketing virale" , e diffonde in ogni paese un passaparola virtuoso, che rende le serie famose e popolari ancora prima della loro messa in onda doppiate. E' un po' il fenomeno che chi i fan dei comics e dei manga conoscono da anni, e di cui noi stessi editori di fumetti "in traduzione"beneficiamo continuamente.

Per chiudere questa riflessione, devo dire che continuo a non scaricare serie TV dalla rete, più per incapacità che per altro, anche se mi sono fatto passare dei DVD con le puntate americane di LOST terza stagione e me le sono godute a bocca aperta. La domanda che mi viene è questa: ma perché mai le reti USA non permettono ufficialmente il download a pagamento dei loro programmi? Perché devo aspettare i capricci di Sky, Mediaset o Rai per vedere una serie che mi interessa, che magari mi arriva mesi e mesi dopo la messa in onda, a orari improbabili e oscillanti? In un mondo globale, anzi, dovrebbe essere possibile vedere la TV di qualsiasi paese, in diretta, con o senza sottotitolo, anche a pagamento, s'intende.
Detta così, sembra improbabile, ma credo (e spero) sia solo questione di tempo...

17 maggio 2007

Un post sul Posto


Le soap operas sono da sempre una delle mie piccole, segrete passioni. Non sto parlando dei telefilm, dei serial, delle telenovelas, ma proprio delle soap, del format americano della fiction quotidiana del pomeriggio: nate addirittura come drammi radiofonici degli anni ’50, sponsorizzate da ditte di detersivi (da qui l’insolito appellativo di “opere di sapone”), le soaps sono un unicum nel panorama della fiction. Sono, per loro stessa definizione e concetto, infinite. Ogni giorno, fino a 220 volte l’anno, portano avanti una cattedrale narrativa che si dipana per decenni, o a volte solo per uno/due lustri, intrecciando le vite fittizie di decine, dozzine di personaggi.
Le soap, con le loro convenzioni, le loro banalità, le loro genialità, le loro follie, sono spesso kitsch, ripetitive, e solo di rado sfociano nel (relativo) sublime, grazie a un attore o a un’attrice ispirati, o a uno sceneggiatore che per una puntata, o dieci, o cento, riesce a dare un afflato originale a un intreccio che inevitabilmente non può non cadere nello stantio, una o più volte all’anno o al decennio. Vedere una soap per chi si occupa professionalmente di fiction rappresenta – a parte un piccolo piacere peccaminoso o il momento di decerebrato trastullo della giornata - anche la maniera di analizzare e comprendere come e con che trucchi si possano riuscire a portare avanti narrazioni ciclopiche per un tempo virtualmente illimitato.

Ordunque, fatta questa premessa, non vi parlerò stavolta di soap americane, delle varie General Hospital, Sentieri, Capitol, Una vita da vivere, che negli anni ’80 e ’90 hanno variamente assorbito la mia attenzione: soprattutto su Sentieri, alias Guiding Light, o GL per gli amici, potrei intrattenervi per dozzine di pagine, ma data la fine che sta facendo la serie, maciullata da ReteQuattro, mi verrebbe un bel po’ di tristezza. Voglio invece fare un post sul Un Posto Al Sole (UPAS) , l’unica soap italica degna di questo nome, che ogni giorno, da dieci anni, intrattiene qualche milione di persone su RaiTre. Grazie alla magia di MySki riesco dall’anno scorso a seguire UPAS, anche se in differita, ed è da un po’ che medito di condividere con voi le mie impressioni di spettatore.

Anzitutto, vedo UPAS da mesi, ma non sono ancora certo che mi piaccia davvero fino in fondo. Abituato al “modulo” delle soap americane, con intrecci lentissimi e intricati, spruzzatine di intrighi internazionali, serial killer, gente che muore e torna dalla tomba, fantasmi, poteri paranormali ETC, Un posto al sole sembra un po’ slavata, come soap. Dopo un po’ che la si vede, però, ci si inizia ad abituare, si entra nel gioco: l’ambientazione casalinga, gli intrecci mai troppo intricati, che si dipanano molto in fretta, le iniezioni di pura commedia napoletana, i personaggi macchietta contrapposti a quelli drammatici, ognuno che genera “linee orizzontali” che corrono parallele, senza intrecciarsi quasi mai, e così facendo diventano il motore narrativo della serie. Le cose che più mi deludono sono che spesso UPAS sembra tirare via le varie linee drammatiche. Costruisce una situazione, la alimenta, magari anche bene, per qualche settimana, e poi “paf”, nel giro di una-due puntate, si risolve tutto così sbrigativamente, che quasi non ci viene mostrato l’epilogo o la “chiusura”. Per non parlare poi di personaggi cruciali che scompaiono e vengono dimenticati, di elementi di “continuità” che languono, di storie abbozzate e poi lasciate in un angolo. A volte ho quasi l’impressione che gli sceneggiatori di UPAS non sappiano che pesci pigliare: solo negli ultimi 12 mesi, sono state introdotte e archiviate la trama del marito di Marina Giordano, quella del rapporto tra Franco e Giovanna, tra Michele ed Emma, quella delle trasgressioni matrimoniali di Renato, quella dello sbandamento di Ornella, le vicende di Viola e del suo professore. E’ tutto talmente caleidoscopico, affetto da coitus interruptus soapoperisticus, che mi spazientisco non poco.
Tuttavia, diciamocelo, quando Un posto al sole funziona, funziona benissimo. Le perfidie di Marina, il triangolo Diego/Carmen/Filippo, l’amore abortito tra Giovanna e Franco, l’attuale intreccio melodrammatico tra Niko e Valeria, l’incubo crescente di Silvia nella mani di Achille, sono tutti momenti molto ben riusciti, nell’economia e nella storia della serie. Rimane solo il rimpianto di una soap che funziona solo all’80% o al 90%, e cui basterebbe poco per avere lo smalto che merita: un po’ di coraggio in più, la voglia di andare fino in fondo, smettendo l’andamento ondivago degli ultimi tempi. Ma dato che come soap, UPAS è senza fine, si può sempre aspettare, aspettare, aspettare…

15 aprile 2007

Altra vigilia


Sono di nuovo in partenza, dopo un periodo di relativo stato stanziale. E prima di iniziare con i reportage sul viaggio imminente, che mi porterà tra la Francia e la Spagna, una serie rapida di segnalazioni dagli ultimi giorni.

VISTO Le vite degli altri, il film tedesco vincitore del premio Oscar. Bellissime interpretazioni, si gode appieno nonostante le oltre due ore, ma a pensarci bene qualche scorciatoia nella sceneggiatura c'è, e un qualche elemento un po' semplicistico. Da vedere, però.

FINITA la quinta stagione di Six Feet Under. La mia amica Laura, grossa fan della serie, mi aveva detto "I just cried, cried, cried, and I could not stop", e devo dire che anche per me è stato un coccolone. Le ultime due stagioni della serie, pur doppiate, non vengono messe in onda in Italia (troppo forti? troppo dissacranti? eversive? sconvolgenti? intelligenti?). Ho dovuto quindi prendere i DVD spagnoli, che contengono però anche il doppiaggio nella nostra lingua. Le ho viste un po' alla volta, negli ultimi mesi, anche perché il contenuto emotivo di queste ultime puntate era così forte e sconvolgente, che vederle più di una alla volta era impensabile.
E alla fine, un po' nella terzultima puntata, ma soprattutto nelle ultime scene dell'ultima, ho pianto pure io, eccome: la famiglia Fisher alla fine era diventata un po' anche la mia, e nel dire loro addio ho provato uno struggimento raro, prezioso, intenso.

MANGIATO in maniera incredibile alla "Ca' del rio Zafferino", agriturismo iper genuino in un angolo nascosto e spettacolare della valle del Sillaro, nell'ultimissimo lembo di Romagna prima che inizi la Toscana. Si deve lasciare la provinciale 21 dopo Belvedere, a 30 km circa a sud di Castel San Pietro. In fondo a una strada sterrata che fiancheggia il torrente omonimo, l'agriturismo - un'antica stazione di dogana del 400 - ha cavalli, gatti, polli, cani, e una cucina romagnola cotta sul momento, con tanto di forno esterno per arrosti, pizze e patate. E' decisamente fuori mano per chi non vive a Bologna, Imola o Firenze, ma se siete della zona e fate mai dei giri in Appennino, ne vale assolutamente, incontestabilmente la pena.

12 marzo 2007

Cose viste


Qualche piccola nota...

BORAT: don’t bother. Non so se era colpa del doppiaggio, o che, ma veramente non mi è piaciuto. Volgare e scontato. Che abbia vinto un golden globe è un miracolo della termodinamica.

SATURNO CONTRO: l’ho visto con entusiasmo, e mi aspettavo grandi cose. Ozpetek mi è sempre piaciuto, soprattutto ne LA FINESTRA DI FRONTE e per certi versi ne LE FATE IGNORANTI. Questo nuovo film non è male, va visto, ma possibile che Ozpetek continui a cannibalizzare se stesso riprendendo incessantemente gli elementi dei suoi film precedenti: il gruppo di amici come struttura di supporto migliore della famiglia tradizionale, la difficoltà di conciliare aspirazioni e realtà, ma soprattutto, la morte come unico vero momento di cambiamento e di catarsi dei suoi personaggi?
Ci sono dei film alcuni momenti memorabili, come le scene all’obitorio, subito prima e subito dopo la morte di uno dei protagonisti, o anche tutte le scene con Ambra, che si rivela straordinaria come attrice (anche se bisogna dire che interpreta fondamentalmente se stessa), o la scena d’amore tra Accorsi e la sua amante, tutta suggerita. Molti punti però sembrano solo una patinata soap opera italiana, ironicamente più “con gli occhiali rosa” di tante puntate della ben più crudele Un posto al sole.

24, QUARTA STAGIONE
Lo so, sono in ritardo, su FOX stanno già dando la quinta, ma credo 24 si veda bene solo in maratone di 6-7 puntate alla volta, e non è facilissimo conciliare performance di questo tipo con la normale vita di tutti i giorni. Ho visto quindi da poco la seconda metà della quarta serie, e anche se ci sono i soliti incredibili salti di “sospensione dell’incredulità” senza i quali non sarebbe per nulla fruibile, è sempre una delle cose migliori che sforna la TV americana. Può piacere o meno, ma è un genere a sé, uno “spionistico adrenalinico fantapolitica e fanta-tecnologico in tempo reale”, inimitabile.

DESPERATE HOUSEWIVES, TERZA STAGIONE
E’ iniziata su FOXLIFE, e a me viene solo in mente lo slogan della più recente epopea di Spider-Man: BACK IN BLACK.
'Nuff said…

31 gennaio 2007

Pensierini del martedì



E' uscito in Spagna anche il quinto e ultimo cofanetto di Six Feet Under, anche questo con doppiaggio in italiano. Me lo sono fatto comprare e spedire, e rispondo a tutti coloro che mi hanno scritto per chiedere news che si può reperire nei siti spagnoli di vendita online, tra cui questo.

Sono arrivate le campionature di due volumi che aspettavo con ansia: 100% PUNISHER LA TIGRE e FIGLIE DEL DRAGO. Sono due di quei volumi che non sono per niente ovvi, ma che alla fine sono molto più interessanti di tanti altri. De LFDG mi ha fatto impazzire l'umorismo fuori dagli schemi, e un disegno dettagliato e intricato, davvero "forte". Di LA TIGRE mi piace più di tutto la storia THE CELL, un vero capolavoro. Forse il miglior volume di PUNISHER di sempre.

Domani è la festa di Modena e quindi niente lavoro. Non avete idea della gioia di poter passare a Bologna un giorno feriale facendo delle cose normali.

A febbraio su Jimmy inizia Babylon 5, la serie di culto scritta dal Marvel-scrittore Michael Straczinsky. La aspetto da anni, e anche se dubito che Jimmy abbia comprato tutte le varie stagioni, non vedo l'ora di vederlo.

24 gennaio 2007

Vigilia di partenza


Domani parto per Angouleme, solito appuntamento di gennaio con la principale fiera di fumetto d'Europa. Non so quanto regolarmente riuscirò a postare, ho così tanti appuntamenti che portarmi dietro il PC portatile mi sembra inutile. Ma mi sa che alla fine prevarrà l'incapacità di staccare del tutto, e che alla fine il PC del lavoro me lo trascinerò da Bologna a Parigi via aereo e poi da Parigi ad Angoluleme via treno.
Le previsioni danno neve e tormenta e -12 di minima, quindi se finora mi/ci siamo lamentati delle temperature miti di questo inverno anomalo, mi sa che - almeno io e gli altri angoulemiani - ce ne pentiremo decisamente.

In questi giorni pre-partenza, i temi di lavoro sono intensi. Pare (pare) che un paio di progettini americani siano quagliati. I primi lanci Virgin Comics sono in allestimento per il 5 maggio. Un mega-progettone italico sta prendendo lentamente forma. Il settore DVD ribolle. Il programma di tutti i sette mesi di CIVIL WAR è quasi finito ed è una bomba. Stiamo decidendo il programma di un ennesimo nuovo paese Panini Comics. Sto preparando il viaggio a New York per il Comicon (olé). E ci sono un paio di progetti davvero macro, macro, macro, che più macro non si può...

In ambito letture, ho messo mano a una pila di albi USA arretrati che sembra la torre di Pisa. Sostanzialmente solo roba Marvel, e finora spicca su tutto il colossale NEW AVENGERS 26: per parafrasare Franz " il fumetto più adulto della Marvel da anni a questa parte".

In TV ho visto la prima puntata della IV serie di NIP/TUCK (forse un po' sotto tono, con la trama di Julia e della sua gravidanza decisamente un po' asfissiante), una spolverata di 4400 (che non mi convince, alla fine) e - per la seconda volta - il riuscitissimo MADAGASCAR.

E poi un po' di Firenze e un po' di Bellisola, cene al ristorante o in pizzeria, tante parole, tanta amicizia e tanto amore, in questo inverno finora dolcissimo.

21 ottobre 2006

24


157403-5
Originally uploaded by roee cohen.
Nell'ozio forzato dell'influenza (che solo oggi dopo tre giorni di tylenol e tisane calde sembra risolversi) mi sono fatto un'indigestione di fumetti e TV. Sono in pari con le letture Marvel USA, e gli ultimi lanci mi sono piaciuti abbastanza, dal DR STRANGE di Brian Vaughan al BLADE di Chaykin, da ZOMBIE a ANT MAN. Forse tra i numeri uno quello che più mi ha convinto è stato UNION JACK, di Christos Gage e Mike Perkins, anche perché ho una passioncella per questo personaggio fin dai tempi del mitico arco narrativo di Byrne e Stern di una ventina d'anni fa.

In ambito TV, grazie alla magia del sistema MY SKY, mi sono visto non solo un bel po' di CSI (con la fine della sesta serie e il suo finale a sorpresa) e di HOUSE MD, ma anche le prime puntate della quarta stagione di 24. Non tutti conoscerete questa serie, che nelle tv terrestri è stata mal programmata da Rete 4. Chi ha ora Sky e prima aveva Tele +, si è potuto godere questa serie originale della Fox, che ha in Kiefer Sutherland l'indiscusso protagonista nel ruolo dell'agente dell'antiterrorismo Jack Bauer. La prima serie è - hands down - una delle produzioni televisive più originali e coinvolgenti di tutti i tempi. La seconda e la terza sono state un gradino inferiori, e ora arriva questa quarta, mentre la quinta è già stata trasmessa in USA e la sesta inizia a gennaio.
Che dire? Indubbiamente 24 continua a sfruttare gli elementi che ne hanno decretato il successo: il destino del mondo in gioco in 24 ore, cattivi così spietati che più spietati non si può, belle fanciulle (stoltamente) in pericolo, e ogni possibile tecnologia (cellulari, computer, satelliti...) in gioco in maniera quasi fantascientifica. Un po' di deja vu c'è sempre, e il meccanismo dei colpi di scena è un po' lo stesso delle precedenti stagioni, almeno in queste prime puntate, ma Jack Bauer continua a essere uno degli eroi più superbamente accattivanti della TV, e poterlo seguire per un'altra giornata di straordinaria follia continua a essere un raro piacere.

23 settembre 2006

OK, è incredibile


La Marvel sta organizzando un crossover con Sentieri. No, sul serio. Andate a vedere questa news da Newsarama: INSIDE THE MARVEL/GUIDING LIGHT TEAM-UP - NEWSARAMA.

La cosa mi fa davvero piacere, dato che Sentieri (o "Guiding Light" o GL per gli amici) è storicamente la mia serie TV preferita, che ho visto fedelmente dal 1984 (o era il 1982? dalla storia di Nola-Morgan-Kelly) fino al 1994, quando il lavoro fisso alla Panini mi ha reso impossibile la pausa alle 14.00 per vedere il nuovo episodio.

La cosa più ironica è che per un 1° aprile di tantissimi anni fa scrissi un finto catalogo per l'allora Alessandro Distribuzione, in cui annunciavo l'ingresso di alcuni personaggi di GL nella continuity Marvel.

Era un Pesce d'Aprile, ma a un ventennio di distanza, succede davvero.

Ora devo dire che grazie al miracolo di MySky potrei registrare ogni giorno Sentieri e vedermelo di notte, ma mi risulta che Canale 4 cambi sempre orario, ritagliando le puntate originali di un'ora in spezzoni di 20 o 40 minuti. Una bieca macelleria del genere non può rendere giustizia a una soap che ha oltre 50 anni di storia e di continuity alle spalle, e che eccelle per le trame ironiche, drammatiche, sopra le righe, spesso sentitamente marvelliane, con cattivi come Alan Spaulding o Roger Thorpe che sembrano modellati sul Dottor Destino o Kingpin.