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11 aprile 2007

Ancora ribollimenti


Negli scorsi mesi, più volte vi ho fatto intravedere alcuni dei progetti fumettistici cui stavo lavorando, a volte in maniera sibillina, altre più esplicita. Avrete notato che ho un po’ smesso questo tipo di teaser, non perché non stia lavorando a niente di speciale, ma perché le cose più macro che sono in ballo ora in Panini Comics sono soprattutto autoproduzioni. Ebbene sì, stiamo lentamente entrando nel campo dei fumetti prodotti al 100% da noi, in maniera più netta rispetto al passato. Ci sono stati già esperimenti, da EUROPA a FANDANGO, da ARKHAIN a IL SEGRETO DEL VETRO, per non parlare di RAT-MAN, che è genuinamente un’autoproduzione, pur nella formula “one man band” caratteristica di Leo. Adesso ho tra le mani, non una, non due, ma quasi una DOZZINA di fumetti che sono o saranno prodotti da Panini, di solito one-shot o miniserie di 4-8 numeri, ma pur sempre una dozzina di fumetti, con tanti scrittori, disegnatori, coloristi, inchiostratori.
E’ sicuramente un aspetto nuovo per me, che anche se lavoro nei comics da 21 anni e passa, di solito mi sono cimentato più nell’ebrezza della programmazione di ristampe e traduzioni e nelle complesse diplomazie del licensing, piuttosto che in revisione di sceneggiature e in brainstorming su progetti che nascono dal foglio bianco. Alcuni di questi progetti, tipo quelli su licenza Marvel, sono già stati annunciati, ma la maggioranza è ancora coperta da un fittissimo velo di mistero, un po’ per ovvi motivi di riservatezza, spesso perché le tempistiche di molti autori sono così imprevedibili, che annunciare oggi un albo che non si sa se uscirà nel 2008 o nel 2009 sembrerebbe un tantinello futile.
Non ci sono solo le produzioni a bollire in pentola in questi mesi alla Panini. La gestione di classiche licenze come Marvel o Shueisha attraversa un momento magico, ma proprio per questo ricchissimo di opportunità, alcune ovvie, altre da inventare da zero. Tantissimo bolle in pentola, tantissimo già si intravede, e se pensate che CIVIL WAR sia un evento eccitante, aspettate di vedere l’autunno e il programma 2008 e POI inizierete a capire davvero dove stiamo andando.
Infine, ci sono le licenze nuove, il nostro bread and butter, con cose davvero strepitose, alcune addirittura invisibili ai non addetti ai lavori, ma ambite ancora prima di essere annunciate. Stay tuned for more….

02 aprile 2007

Tredici, e venti, anni dopo.


Oggi la casa editrice che dirigo compie 13 anni. Era il 2 aprile 1994 quando i nostri primi 5 albi uscivano in edicola, e io ero all'isola d'Elba, e c'era tanto vento, e chiamai da una cabina telefonica l'ufficio per sentire come andavano le cose, e confermare che erano usciti anche lì, a Marciana Marina, quei numeri zero dell'Uomo Ragno e compagnia.
E- coincidenza-proprio oggi ho consegnato il mio editoriale per Uomo Ragno 461, il numero del ventesimo anniversario, che uscirà a metà maggio, perché, anche se Marvel Italia-Panini Comics ha 13 anni, la testata madre ebbe una vita precedente, presso le edizioni Star Comics di Perugia, dal maggio 1987 al marzo 1994. Pensavo di non sapere cosa scrivere, dato che ho già festeggiato i numeri 100, 200, 300, 400, il decimo anniversario, e altri intermedi, ma alla fine è come andare in bicicletta: si fa un respiro, ci si mette in sella, e si inizia a pedalare.

26 febbraio 2007

New York City Blues


C'è qualcosa di strano tra me e New York. Ci vivo in maniera virtuale da quando ero bambino, da quando restavo a bocca aperta daventi alle tavole di Kirby, Colan e Romita, e ai loro grattacieli e canyon di cemento, ai depositi d'acqua sui tetti, alle scale antincendio, alle mille luci di Times Square.
Forse perché è una città con un valore simbolico così forte, nella vita reale non sono mai riuscito ad avere con lei un rapporto tranquillo, sereno. Ci sono troppi fantasmi, troppi ricordi, troppo stress lavorativo. E' tutto così mescolato, così fuori scala. Ci sono acquazzoni torrenziali, e ondate di calore. Isolati percorsi con il sorriso sulle labbra o con gli occhi che a stento trattengono le lacrime. Incontri minimali, o fugaci, o cruciali e importantissimi. Alberghi al limite della decenza e lusso a cinque stelle. Hamburger divorati in piedi o sushi da 170 dollari a testa. Non so perché, ma ogni volta i viaggi a New York sono una sorpresa, imprevedibili, ognuno diverso dall'altro.
Quello di adesso non è da meno, anzi.
Parto da Bologna giovedì 22. Le previsioni sono freddo polare, quindi mi porto tutte le cose pesantissime che ho in casa, e - non pago - mi fermo da Playsport sulla strada per l'aeroporto e compro calzamaglia termica e giacca da alpinismo garantita per -15°.Il viaggio è tranquillo, anche se sono un po' nervoso come sempre mi capita quando attraverso l'oceano. Un tramonto spettacolare accoglie il volo Air France e quando all'atterraggio vedo che il fiume a fianco del Kennedy è ghiacciato, capisco che le previsioni atmosferiche non erano esagerate. Sono con Sebastien, della filiale francese, e con lui scendo al Dream Hotel, albergo prenotato un po' a caso su un sito di booking discount, ma che si rivela un'ottima scelta: molto carino, a fianco della metropolitana, a un isolato dalla DC Comics e a cinque minuti in taxi dalla Marvel, con un buon ristorante dentro e - con mia sorpresa - un centro diretto da Deepak Chopra (quello di Virgin Comics, nientepopodimeno che) che offre lezioni gratuite di meditazione e yoga.
Come se non bastasse, l'hotel ha un bar al quattordicesimo piano in cui ero stato per dei drink diversi anni fa, altra coincidenza bizzarra se pensate a quanti bar ci sono a Manhattan e quanti hotel.
Quindi, fin dall'inizio, il viaggio è come pochi altri, e uscendo nella notte con Seb me ne rendo conto ancora di più. Fa un freddo davvero polare, come raramente ho sentito in vita mia, le strade sono deserte, solo qualche taxi, un vento spettrale che trasforma le vie in gole di montagna. Mangiamo in zona, come al solito sono un po' stordito dal jet lag, ma la notte passa bene, e la mattina dopo ci aspetta il Comicon, la seconda edizione del salone di fumetto di New York. Giornata splendida, sole magnifico, cielo terso, ma temperatura percepita di qualche grado sotto lo zero. La fiera si dimostra caotica come da previsioni (l'anno passato avevano dovuto chiuderla per eccesso di visitatori) e i nostri badge sono introvabili, ma dopo un'ora di attesa finalmente saltano fuori e possiamo entrare. Per usare una bella espressione inglese, sono "underwhelmed", sembra una specie di San Diego in miniatura, diciamo un dodicesimo o un quindicesimo della manifestazione californiana. Ci sono tutti gli editori, gli stand di alcuni negozi locali, un numero irrisorio di cosplayer, e tutto è così disorganizzato che il primo giorno non ci sono neppure i ristoranti aperti.
Per fortuna gli incontri sono interessanti e positivi, e la giornata passa bene, al coperto e al calduccio. Nel pomeriggio, andiamo alla DC per un lungo e proficuo incontro sulla nostra produzione di Superman e co in francese, e poi ceniamo con loro in un pazzesco ristorante asian-fusion su Broadway.
Il sabato, more of the same: freddo polare, sole accecante, Simone Airoldi che si è unito alla squadra e la fiera che continua, finalmente aperta al pubblico anziché solo agli operatori come il venerdì. Colpo di scena: bisogna comunque mettersi in coda, anche se si ha un pass "professional". Da bravi italiani ci intrufoliamo comunque, sfruttando le falle della sicurezza, anche perché la coda è di almeno un'ora, tutta all'esterno, e il rischio di un semi-congelamento esiste. Anche il sabato è pieno di appuntamenti, e anche stavolta a metà pomeriggio ci spostiamo all'esterno, per un lungo incontro strategico con Virgin Comics (che hanno appena annunciato una joint venture con il canale Sci-Fi). L'appuntamento ha luogo all'Hudson Hotel, un posto così esclusivo e sciccoso che mi metterei a scattare foto di ogni angolo se non temessi di sembrare un po' troppo truzzo.
La domenica è una giornata di transizione. Riservo l'unico appuntamento al tardo pomeriggio, e la mattina la passo in camera a lavorare al computer. Fuori il tempo è diventato livido, minaccia neve, non si sa se il giorno dopo si potrà arrivare all'aeroporto, o se chiuderanno le strade. Mi viene un po' di "New York Blues", quella sensazione opprimente che questa città sa dare, con il cielo così bianco, i palazzi che sembrano stringerti. Mi faccio forza ed esco comunque, mi dedico alla retail therapy. Compro un paio di occhiali da un ottico del Meat Packing Quarter che sembra una gioielleria. Poi saccheggio un GAP, prendendomi un po' di magliette e roba simile, e uscendo fuori, come da previsioni, inizia a nevicare. Grossi fiocchi candidi, mentre la notte è ormai scesa e tutta la città prende un aspetto surreale
Con Simone e Seb andiamo a cena vicino all'hotel, facendo pochi isolati a piedi, e noto con sollievo che la neve non attacca.
Finalmente, lunedì, è il giorno della Marvel e della partenza... o almeno così credevo. Mentre sono alla Casa delle Idee, intento a sentire dalla bocca di Dan Buckley i dettagli super-segreti degli incredibili nuovi progetti editoriali per Iron Man, Cap e soci, ricevo una chiamata alle armi dall'ufficio. Invece di tornare a casa, devo restare a New York ancora una notte, per andare domani a Città del Messico per partecipare a una importantissima riunione. Mentre saluto Seb e Simone, diretti a JFK, mi sento a metà tra l'entusiasta (un'avventura! il Messico! 27 gradi!) e lo sconcertato (altri due giorni fuori casa? in Messico! Ma ho solo vestiti invernali). Dato che ho una sorta di mezza giornata di vacanza fuori programma, cerco di godermela. Ancora shopping. Due ore di yoga. Una puntata di Heroes (che non ho mai visto prima di oggi) su NBC. Cena vietnamita al bancone del mio ristorante preferito a Union Square.
Aspettando il domani, e il Messico, e qualche altro sorprendente colpo di scena di sicuro.

14 febbraio 2007

Cosa bolle in pentola...


next -- boil
Originally uploaded by ShimmeeGrrl.
Sempre molte cose.
La primavera che sembra già qui, con l'aria che sa d'aprile.
La luce perfetta di ieri sera.
Il sapore dell'acqua.
Toccare per terra con le mani facendo triconasana.
Un picnic al parco Ferrari mangiando un calzone funghi, mozzarella e prosciutto cotto con una persona cara, parlando di sciamanesimo e del potere magico del numero 17.
Un San Valentino che ignoro perché posso permettermi il lusso di farlo (perché l'amore va vissuto ogni giorno, ogni giorno come fosse il primo e l'ultimo).
Scoprire un nuovo ristorante giapponese/asian fusion e mangiare il riso cotto in foglia di loto.
L'autostrada libera tra Modena e Bologna.
Il sapore dello yogurt all'aloe vera.
Dare un'intervista a Repubblica Bologna per i miei vent'anni con l'Uomo Ragno (1987/2007) e camminare poi sotto i portici di via Saragozza sentendomi esattamente come quel giorno di due decenni fa, nell'attesa della prima uscita, o forse anche più giovane, ironicamente più leggero di allora.
Pensare che lunedì e martedì andiamo in ritiro con tutti i redattori sull'appennino reggiano. Che giovedì prossimo vado a New York al Comicon, e poi a Mantova Comics. Ma che non cambierei nessun posto con questa casa, con le due torri che si intravedono luminose in lontananza, e la torre di ingegneria che sulle colline si vede sporgendosi sulla terrazza.

12 febbraio 2007

Windows of opportunity.


A volte bisogna essere pronti a muoversi in fretta. Abbiamo iniziato la ricerca per un editor. Esatto, cerchiamo un nuovo redattore per un lavoro full time a Panini Comics a Modena. Anche se diciamo "redazione tedesca", intendiamo la redazione tedesca all'interno della sede di Modena.
Requisiti: PERFETTA conoscenza dell'inglese (e - se possibile - almeno un'infarinatura di tedesco), conoscenza buona dei comics americani, residenza in zona Reggio-Modena-Bologna o immediata disponibilità al trasferimento. Per piacere, non scrivete a me, ma andate a vedere i dettagli dell'annuncio sul nostro sito a questa pagina.

Unici difetti del lavoro: sarò il vostro capo (il che nell'ordine cosmico delle cose non è poi malaccio) e i vostri colleghi sarà gente tipo quella della foto qua sopra...

Molto più banalmente, cerchiamo anche un collaboratore per un piccolo lavoro di compilazione database (in maniera continuativa, diciamo che è un lavoro che può occupare qualche ora alla settimana). E' indispensabile vivere vicino alla nostra redazione, e valgono per il contatto le stesse indicazioni di cui sopra.

30 gennaio 2007

Till Angouleme freezes over.


Prendete il Salone del Fumetto più prestigioso del mondo, con più di 100.000 visitatori, che si svolgeva nel cuore urbano di un'affascinante cittadina storica della Francia, in cima a un suggestivo altopiano.
Spostatelo dal centro città (per fare spazio a un contestato centro commerciale in odore di speculazione edilizia) e mettetelo in un prato sotto l'altopiano, il cui unico accesso è uno stretto vicolo. Senza nessun esercizio commerciale vicino, con solo qualche bagno chimico e due o tre choschi di panini.
Aggiungeteci il maltempo, con i marciapiedi ghiacciati, il vento sferzante, temperature polari, e un servizio di autobus di collegamento inadeguato per la mole di pubblico.
Il risultato è il Salon de la BD di Angouleme di quest'anno, decisamente il peggiore cui mi sia capitato di partecipare in quanto a logistica e a riuscita commerciale.
Mentre aspettavo al gelo l'autobus assieme al altre cento persone, o facevo la fila per prendere a due euro alla tazzina un caffé genere "spremuta di calzino", mi chiedevo come si può essere involuto così tanto il Salon de la BD nel giro di due anni: da fiera urbana, a due passi da piazze, negozi, bar, a fiera suburbana, con solo la baracchina delle crepes a fare da servizio catering, e un'impossibile camminata in salita di almeno due-tre chilometri su marciapiedi ghiacciati per andare in centro. Il cambiamento di location ha avuto impatto negativo sul successo della mostra: mancava pubblico, mancava traffico nell'area business, e ho proprio avuto l'impressione che si sia trattato di un'edizione minore. Addirittura, parlando con i tassisti e i colleghi francesi, si è sentito dire che sarebbe stata l'ultima Angouleme, e che dal 2008 il Salone si trasferirà in climi più miti e in città più attrezzate. Per tutta la manifestazione, dal giovedì mattina alla domenica, sono stato di un umore un po' down.
Ma come, in Italia finalmente il Salone di Lucca torna in città dopo oltre 15 anni di esilio vicino al Palazzetto (ma comunque, a due passi dal centro), e il Salone di Angouleme va in esilio in uno spiazzo periferico? Angouleme espelle dal suo corpo urbano la manifestazione che l'ha resa famosa, che era un simbolo per noi italiani provinciali di grandeur culturale e di perfetta logistica organizzativa gallica?
E di fronte all'ecatombe organizzativa, ti vengono in mente tutte le altre defaillances del Salone, che in qualche modo finora erano rese meno pesanti dalla bellezza dell'evento: gli hotel introvabili (per non dire inesistenti) che mi costringono a dormire in una specie di Bates Motel a due stelle con riscaldamento a singhiozzo; la mancanza di un aeroporto, l'incongruo timing a fine gennaio, la snobberia dei premi, che premiano solo le cose più elitarie e sconosciute. Etc etc etc.

Huff...

Ora che mi sono sfogato, e ho condiviso con voi la delusione di questo Angouleme, veniamo invece alle cose che in fondo hanno reso piacevole l'esperienza.
Anzitutto, lo staff Panini, tra collaboratori, dipendenti e autori, che hanno reso fantastico persino andare in giro sui marciapiedi gelati. Da Andrea, Francesco, Stefano, Enrico, Simone e Matteo, a Sophie, Walter ed Anna, per andare alle guest star Olivier Coipel, Tim Sale, Gabriele Dell'Otto e Niko Henrichon (di PRIDE OF BAGHDAD), e chiudere con Sebastien, Marjorie e Benoit dell'ufficio francese.
Poi, come sempre, è stato impagabile parlare con un sacco di operatori di mezzo mondo, e capire come si evolve il business dei comics:
la sensazione è che in Francia il formato franco/belga sia in una specie di cul-de-sac evolutivo, e cerchi nuove tematiche e formati;
la sensazione è che il manga sia oggi in Francia (e non solo) l'unico settore in ascesa vertiginosa (+27% nel 2006) e che questo renda difficilissima la competizione nel settore, con titoli che passano di mano a somme vertiginose per gli standard italici;
la sensazione è che noi di Panini si sia ormai giunti a una specie di bivio, con una crescita così impetuosa e un allargamento a settori di prodotto e geografici così forte che a volte mi/ci vengono quasi le vertigini.


PS: Mi ero già scritto nella testa questo post post-Angouleme, quando sul suo blog l'amico Foschini ha deciso di epater les lecteurs e congedarsi in maniera molto impattante. Che dire? Non scomparire, fratello di blog. Se hai compiuto 31 anni, non è la fine del mondo. Puoi sempre compierne 41, e poi vedi...

11 gennaio 2007

Wednesday at work


Anche se volessi dedicare il solito post di mezza settimana ad argomenti extra-fumetto, non saprei di cosa parlare, dato che da lunedì mattina sono totalmente assorbito dal frullatore del lavoro, e a parte yoga alla Vergin + Match Point su Sky lunedì, una polentata con gli amici martedì e un aperativo di 45 minuti stasera (Vodka Sour al Mandarino da Gamberini, ve lo consiglio), non sono riuscito praticamente a fare o pensare a nient'altro.
Qualche piacevole chicca...

Grazie al trio Franz/Mario/Simon si stanno chiudendo i lavori di preparazione della collana di Valentina che dal 20 gennaio sarà allegata al Corriere. Raramente abbiamo prodotto qualcosa di così raffinato. A me Crepax è sempre piaciuto, anche per quell'incongruo filone marvelliano (Neutron e i suoi super poteri, la razza segreta dei Sotterranei, una continuity spavalda, che a Tom Breevort gli fa un baffo) mescolato a un sano mix di erotismo milanese trasgressivamente borghese. La mia storia preferita è Moscacieca, se proprio volete saperlo, angosciante, perversa e mooolto sadomaso.

Ore e ore di discussione su quali sono le storie "assolute" dell'Uomo Ragno, per preparare una serie di progetti da libreria e/o da edicola, in mezza Europa, per festeggiare / celebrare Spider-Man nell'imminenza dell'uscita del terzo film. Avreste dovuto vedere la gara fra me e Franz nel citare a memoria titoli e numeri progressivi di tutti i numeri "chiave" di 45 anni di avventure. Tra le cose messe sul tappeto per l'Italia, una sarà anche l'inizio di un qualcosa che prometto ai lettori da tanti anni e che FINALMENTE decolla a partire da aprile/maggio (eh eh eh).

Lunghissimi approfondimenti sui manga, e sulla programmazione 2008 (non scherzo), tra shojo, shonen e seinen. Una spruzzata di DVD. Progressi su insoliti e - in certi casi - molto bramati titoli USA. Le questioni del Brasile. Le riviste per lettori sotto i sei anni. L'organizzazione per Angouleme e il NY Comicon... Insomma, nemmeno il tempo per pranzare.

E poi, seguire sulla rete le notizie sul mercato che ribolle, con annunci, progetti, il vedere che tutti quanti si stanno muovendo come falene un po' impazzite. Ho letto cose così bizzarre in certi casi che mi rifiuto di crederci, ma se verranno confermate magari un qualche post ironico sulla Distinta Competencia non me lo risparmio...

28 dicembre 2006

Cose fatta tra Natale e Capodanno


Vi avevo promesso di raccontarvi qualcosa della cena di Natale di Panini Comics. Quest'anno siamo riusciti a farla in un agriturismo che ci ha gentilmente concesso di mettere su della musica e ballare un po'. Il tema della serata erano gli anni '80 e un certo numero di redattori si è presentato vestito in maniera impeccabile, fard attorno agli occhi, look alternativamente punk o paninaro. Gianluca Roncaglia, l'impacabile caporedattore degli albi italiani, si è esibito come DJ, salvo un finale di serata del proferrionalissimo Marco Ricompensa. Tony Verdini si è esibito nella breakdance, Nicola Spano in una replica di David Bowie, Paola Carpi in un look ferocissimo, Elisa Panzani in versione paninara discotechera.

Ho letto gran parte di Treno di Notte per Lisbona, di Pascal Mercier, un libro svizzero ambientato tra Berna e Lisbona. E' stato presentato come il nuovo"Ombra del vento", anche se con il romanzo spagnolo ha poco a che spartire, a parte la presenza quasi magica di antichi libri capaci di mutare il destino degli uomini. Piuttosto, TDNPL è un vero e proprio "giallo dell'anima", un enigma psicologico, e sarà per i miei interessi nel settore, sarà per l'abilità dell'autore, me lo sto godendo come o forse più del libro di Zafon. Un noioso ma geniale professore di lettere classiche di Berna, Raimond Gregorius, in una mattina come le altre, impedisce a una giovane portoghese di gettarsi da un ponte, e da questo incontro nascerà la decisione di lasciarsi alle spalle la vita in Svizzera per andare a Lisbona sulle tracce di uno scrittore morto trent'anni prima, nella cui esistenza e nei cui testi Raimond troverà l'eco delle proprie inquietudini e della propria volontà di cambiamento e trasformazione. Se vi piacciono i grandi romanzi europei, che dai luoghi e dai sapori del nostro meraviglioso continente traggono sostanza, direi che è il libro per voi.

Ho comprato in Spagna il cofanetto della IV stagione di Six Feet Under, che contiene il doppiaggio in castigliano E in italiano (e non si capisce a questo punto cosa aspetti Italia Uno a metterla in onda). Mi sono visto finora solo il primo episodio e confermo tutto. Magnifico, davvero un capolavoro, l'ho visto pensando a quanto era brillante la sceneggiatura, quanto erano azzeccati i dialoghi, e a quanto poco ci vorrebbe per produrre della TV di qualità: basterebbe buttare nella spazzatura i luoghi comuni, e far dire ai personaggi, alle persone, delle cose originali e reali.

Ho anche fatto una scorpacciata di "numeri uno" marvelliani, appena arrivati in redazione freschi freschi dagli States. Mi è piaciuto REIGN, versione distopica del futuro di Spider-Man, scritta e disegnata da Kaare Andrews, e NEWUNIVERSAL, la ri-creazione del New Universe a opera di Ellis e Larroca. Forte anche ULTIMATE VISION, che conferma il momento felice della linea ULTIMATE. Godevoli gli speciali dedicati a Stan Lee, anche per le storie in appendice, replica di alcune delle migliori pagine scritte da "The Man". Infine, sono da sempre un fan di Pugno D'Acciaio, fin dalle storie che leggevo su SHANG CHI della Corno un paio di decenni fa. La sua nuova miniserie, scritta da un emulo/amico di Ed Brubaker, THE IMMORTAL IRON FIST, non è niente male, anzi, si legge con entusiasmo.
Nel complesso, a parte due o tre uscite, direi che il "paccone" marvelliano è pubblicabile al 100%, e assolutamente di qualità medio/alta o eccelsa. Fuor di piaggeria, giuro...

24 dicembre 2006

The season to be jolly





Poche righe pre-natalizie. Sono stremato da party e cene festive mescolate a un "rush" finale mozziafiato (vi basti sapere che ho firmato gli ultimi contratti di licenza mezz'ora fa, per farli spedire mercoledì via corriere, anche se sarò in ferie).
Se trovo un'oretta nei prossimi giorni, di cose da raccontare ne ho parecchi, dalla cena con i miei compagni del servizio militare (giuro) alla festa anni '80 della Panini Comics, all'ultima infornata di notizie fumettose del 2006. Per ora.... godetevi questa incredibile foto natalizia del sottoscritto con Tony ed Elisa...

Buone Feste a tutti!

05 novembre 2006

13 cose bloggabili su Lucca '06


1) Il tempo. Se a Lucca di solito piove (ricordo almeno due annate alluvionali), quest'anno abbiamo avuto sole, sole, sole, con rigeneranti temperature polari. Complimenti.

2) La Fiera in versione urbana. Molto riuscita, con un sacco di visitatori, l'interfaccia della città (finalmente un caffé vero, delle vere sale proiezioni, delle vere sale conferenze, una vera "area pro") e un bel feeling con gli abitanti.

3) Conoscere Michele Foschini. Dopo mesi di contatti epistolare, è stato come per Charlie Brown incontrare il suo amico di matita, oggi diventato "l'amico di blog". Se non conoscete ancora il blog di Michele, check it out. Michele parla come se bloggasse 24/7, almeno con me, e dice cose sempre molto curiose, stimolanti. E cerca una fidanzata. Se siete interessate, sapete dove trovarlo (PS- invitatemi al matrimonio)...

4) Spiegare a cena a Tito Faraci e a Claudio Villa i miei concept vincenti per il rilancio di Tex.
ULTIMATE TEX (detto anche TEX STELLA NERA) sarebbe una versione "Born Again" di Tex, con lui che vede sterminata la sua famiglia e i suoi navajos, perde tutto, perde magari un occhio o un arto, deve scendere negli inferi (personali e letterali) per vendicarsi e far tornare dall'aldilà i suoi pards. Estremo.
BROCKEBACK TEX, detto anche SEX WILLER, vedrebbe Tex ferito, accolto in una capanna isolata da una coppia di mandriani che sono - aperte virgolette -molto, molto amici - chiuse virgolette. Tex intuirebbe il rapporto tra i due, ma poi arriverebbe qualche zoticone del villaggio per linciare i mandriani, e starebbe a Tex salvare la situazione. Magari farei morire uno dei due mandriani per un bel finale dolceamaro strappalacrime.
A questo surreale brainstorming ha assistito spanciandosi dalle risate Gabriele Dell'Otto, mentre Tito e Claudio mi guardavano sbigottiti mettendosi le mani nei capelli.

5) Intervistare in conferenza Jeff Smith di Bone e scoprire che i tre cugini Bone sono in effetti Topolino, Paperone e Pluto. Discutere a cena con Jeff dei retroscena dell'11/9 e delle imminenti elezioni di midterm.

6) Partecipare come ospite d'onore alla conferenza per i 20 anni della Star Comics (il mio ex-editore, alla cui fondazione ho collaborato fattivamente nel lontano 1986), con la gente così emozionata che metà di noi aveva le lacrime agli occhi (e sembrava ieri che ero a Lucca a presentare il primo SPECIALE UOMO RAGNO).

7) In generale, i vari incontri con il pubblico, molto piacevoli. Soprattutto quello Marvel e quello manga. Ma anche l'incontro improvvisato alla notte in piazza ovale con i forumisti, cui mi sono offerto in pasto mentre sorseggiavo una vodka lemon e didquisivo di Thunderbolts e strategie editoriali,

8) Conoscere Claudio Stassi e farmi fare un (ottimo) disegnino sul suo BRANCACCIO, edito da Becco Giallo (recensione a seguire). Conoscere i bravissimi e giovanissimi editori di Becco Giallo.

9) Conoscere meglio gli amici di Alta Fedeltà, soprattutto il mio omonimo Schiavone e il Rat-disegnatore svedese Giorgio Cantù, oltre al M.F. di cui sopra.

10) Salutare dal vivo Jacopo Camagni e Marco Felicioni, due amici autori, di Bologna, che come sempre vedo solo alle fiere o sento per mail. Il loro MAGNA VERITAS, uscito in Francia per Soleil, è davvero ottimo.

11) Intravedere Ralph Koenig, mio idolo dal lontano 1987, quando comprai un suo libro in tedesco senza capirci un'acca. Ma sono stato troppo timido stavolta e non me lo sono fatto neppure presentare.

12) Vedere la facciata di San Michele illuminata dalla luna, dalle stanze dei bottoni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, un onore riservato a pochi.

13) Essere ancora qui, dopo ventotto anni dalla mia prima Lucca, e scoprire che nel libro dei quarant'anni della manifestazione hanno messo una mia foto tra le mille, assieme a Neary, Bagley, DeFalco. Anno di grazia, 1994. Il tempo fugge, ma non ci lascia mai.

01 novembre 2006

Da una capitale all'altra



Ripresomi dalla febbriciattola che mi ha tormentato per oltre una settimana ho ripreso la "rumba" di viaggi di lavoro. Lunedì mattina mi sono svegliato alle 4.45 per andare a Stoccolma per un cruciale meeting. Sono arrivato alle 11.30 e il nuovo treno Arlanda Express mi ha portato in 20 minuti alla Stazione Centrale, viaggiando a oltre 200 km l'ora. A Stoccolma ci ero andato nel 2001 in ferie, in giornate estive luminosissime. Stavolta l'autunno era nell'aria, c'erano non più di 4-5 gradi, il cielo plumbeo, una pioggerellina leggera; io ero bardato come se dovessi andare al polo (anche perché a Bellisola il giorno prima avevo preso il sole con 26 gradi di temperatura), mentre gli svedesi non si scomponevano e giravano tutti in camicia con la giacca o - alla peggio - in camicia con sopra il giaccone termico, religiosamente sbottonato.
Alle 12.15 mi sono incontrato con i miei interlocutori, che dopo avermi sfamato rapidamente con succhi di frutta e insalate in un bistrò molto nordico (stile designer-chic bio organico), mi hanno intrattenuto per parecchie ore nei loro uffici in conciliaboli segretissimi. A un certo punto, stremato (bramavo un'impossibile siesta), ho guardato fuori dalla finestra. Era buio. Peccato fossero solo le 14.45... il sole già era sceso e fuori c'era solo il crepuscolo autunnale nordico, bello e malinconico. Dopo un altro paio di ore di business development, me ne sono andato a fare un giretto per il centro, pensando che davvero Stoccolma è la più bella delle capitali scandinave, e forse una delle città più spettacolari e affascinanti del nostro continente. Ho attraversato a piedi Gamla Stan, il centro storico, visitato una enorme libreria di comics (tutto religiosamente in inglese o svedese), per finire nella parte commerciale a dare un'occhiata piuttosto platonica alle vetrine. Ho rivisto i miei ospiti per un drink prima di cena, e soprattutto per cenare assieme, in uno dei ristoranti tipici tradizionali alle spalle del palazzo reale, genere posti frequentati da industriali, premiati e premianti del Nobel, diplomatici vari. Devo dire che ho cenato magnificamente, in una specie di cantina, a base di un caviale fresco prodotto da un pesciolino locale dal nome impronunciabile, spalmato sui toast, con granulato di cipolle fresche, panna acida al pepe e limone spremuto, per finire con un filetto ai funghi di livello stellare, il tutto annaffiato di aqvavit e birra svedese.Poi, di nuovo in treno, per tornare in aeroporto, dormire qualche ora in hotel, svegliarmi di nuovo alle 4.45, e riprendere il volo per Bologna, arrivare alle 11.30, andare direttamente in ufficio a Modena senza pranzare, fare una serie di chiamate e meeting inderogabili, e poi alle 17.00 correre a casa per evitare di addormentarmi sulla scrivania.

Oggi invece, dopo un risveglio riposato, me ne sono andato in un'altra capitale... del fumetto, stavolta, a Lucca. Ovviamente... pioveva (cosa sarebbe Lucca Comics senza pioggia), ma non in maniera torrenziale, e la nuova disposizione "urbana" della mostra sembra funzionare. Oggi ho fatto solo una comparsata di poche ore, il mio "turno" a Lucca sarà venerdì-sabato-domenica, ma l'impressione è molto positiva, con la città che "vive" finalmente la manifestazione, e con una partecipazione di pubblico genere folle oceaniche. Sono andato a Lucca oggi per fare da giurato al Lucca Contest, un concorso per autori esordienti di comics, il cui premio è... essere pubblicati da Panini. In effetti il mio era un vero e proprio "conflitto di interessi": da un lato dovevo scegliere il miglior fumetto in assoluto tra una rosa di 12 candidati, dall'altro dovevo pensare agli interessi della mia casa editrice e selezionare qualcosa di minimamente commerciale.Il conflitto di interessi l'ho risolto proponendo come vincitore il progetto più innovativo tra i 12, IL CIMITERO DEI CALAMARI, che è decisamente difficile e autoriale, ma che ha anche alcuni elementi che potrebbero decretarne il successo (il mistero nella profonda provincia italiana, atmosfere alla Lynch, un disegno che miscela Baccilieri e Gipi). Gli altri tre giurati (Diana Shutz della Dark Horse, Massi De Giovanni di Kappa Edizioni e Andrea Plazzi) hanno concordato con me, e Tommaso e Tiziano, i due massesi del CIMITERO (da me subito ribattezzati "i CALAMARI") sono saliti sul podio, e da domani avranno dieci mesi circa per finire l'opera, che pubblicheremo alla prossima Lucca 2007.

A QUESTA Lucca abbiamo invece FORD RAVENSTOCK, il vincitore dello scorso contest, al prezzo incredibile di 4 euro, e lo consiglio spassionatamente a tutti.

Una considerazione a latere del Lucca Contest: sono entrato in giuria con poche aspettative, sono rimasto colpitissimo dalla passione e dalla bravura dei candidati, che hanno profuso intelligenza e talento nella stesura dei loro progetti. La verità è che almeno la metà dei 12 fumetti proposti meriterebbe di essere prodotta, pagata e pubblicata, e che indubbiamente ci sono fermenti e professionalità là fuori che nessun editore riesce più ad intercettare, e che sono ormai affidate all'emigrazione in Francia o al passaggio alla serialità per il WITCH o bonelliano di turno. Con la bacchetta magica, ci vorrebbe la capacità di proporre ogni anno dieci-venti-trenta opere di autori esordienti, stile mercato francese, metterle sul mercato e riuscire a vendere duemila-tremila o trentamila di ognuna, un po' come capita oltralpe (dove i lettori spontaneamente supportano massicciamente opere di illustri sconosciuti, sulla semplice base del packaging o del passaparola). Non so se questo tipo di mercato noi lo avremo mai in Italia, ma se ognuno di noi lettori con il cuore di china si IMPONESSE di comprare almeno 12 libri/albi l'anno di autori italiani COMPLETAMENTE ESORDIENTI, e ne parlasse in giro, di certo un piccolo contributo all'evoluzione della specie ci sarebbe...

Ecco... magari questa è un'idea per dei futuri post nel blog...

20 ottobre 2006

Un poco di Saudade


Vi dicevo nel post precedente che sono stato a Parigi per la conferenza stampa di SAUDADE. Per i non addetti ai lavori, si tratta di un libro Marvel del tutto creato (o "originato" come diciamo noi) in Francia, da Panini direttamente. Gli autori, Jean David Morvan e Philippe Buchet, sono la coppia di giovani autori d'Oltralpe più "branchès" del momento e con la loro serie SILLAGE stazionano in pianta stabile nelle vette delle classifiche di vendita. Diciamo quindi che ottenere da loro un volume inedito dedicato all'artigliato mutante canadese è stato un Onore con la O maiuscola, e che siamo in trepidante attesa di vedere come reagirà il pubblico francese davanti a questo inedito connubio.
Per promuovere il lancio, che avverrà la prossima settimana, abbiamo organizzato una conferenza stampa in un locale brasiliano di Parigi, lo scorso martedì. Partecipavano gli autori, lo staff francese di Panini, e una ventina di giornalisti della carta stampata e di internet francese.
L'evento è venuto molto bene, organizzato con grande cura dalla nostra impeccabile squadra, e una volta chiusa la conferenza ce ne siamo andati a cena da Chez Jenny, a mangiare filetto e profiteroles con la cioccolata calda, e a parlare di mille progetti. Molto carino anche il dopocena, al Virgin Megastore di Republique, aperto fino a mezzanotte, dove io, JD e Philippe ce ne siamo andati a comprare fumetti, chiacchierando di fumetti e - come sempre - dell'altra faccia della luna.

18 ottobre 2006

Ho visto cose...


Se mi avessero detto qualche mese fa che avrei partecipato a una crociera con tutta l'azienda per cui lavoro, l'avrei preso per matto. E se mi avessero detto che sarebbe stata una crociera a Roma, avrei prima pensato a una navigazione fluviale sul Tevere, e poi mi sarei messo a ridere.
E invece, in crociera ci sono andato davvero, e con altre 540 persone della Panini, tra dipendenti, collaboratori e qualche marito/moglie/accompagnatore. Tutti insieme appassionatamente, per festeggiare i 45 anni dell'azienda, in maniera - a dir poco originale - con colleghi inglesi, brasiliani, spagnoli, tedeschi etc mescolati a una grossa rappresentanza italica.
Poteva essere un Titanic, e invece è stata una riuscitissima iniziativa (confesso, fuor di ogni piaggeria, che mi sono divertito come raramente negli ultimi anni). Partiti da Genova il giovedì sera, siamo arrivati a Civitavecchia all'alba di venerdì. Venerdì e sabato sono stati occupati da giri turistici per Roma, con trasferimenti dal porto alla città a base di chiacchiere e canzoni, tramite una flotta di 12 pulman. Poi, sabato notte, siamo salpati di nuovo alla volta di Genova, e domenica mattina si è conclusa l'avventura.
Ovviamente... la cosa più divertente sono state le iniziative a bordo. Le cene, tra cui una di gala, i fuochi artificiali, gli spettacoli, e un paio di serate lunghissime in discoteca in cui ho ballato l'imballabile e pogato l'impogabile, con amici vecchi e nuovi del mondo Panini. Effettivamente andare a Roma in nave non è cosa banale, ma avremmo anche potuto rimanere in porto a Genova o limitarci a un giretto tra Chiavari e Sestri Levante: l'importante era stare insieme, divertirci, conoscerci, chiacchiarare, fare - come si dice a Bologna - un bel po' di "balotta".
Se andate sul mio blog fotografico troverete una cinquantina di foto e capirete meglio cosa intendo...

10 ottobre 2006

Cannes, o cara


Non ho fatto in tempo a riprendermi da Francoforte, che eccomi di nuovo onzerod a Cannes, per l'edizione autunnale del MIP, mitico mercato dei diritti TV.
E anche se a stanchezza non si scherza (5 ore di macchina per arrivare, 15 appuntamenti al giorno, cene serali interminabili senza poter nemmeno rientrare in hotel), rispetto a Francoforte è tutto molto più light, essere qui sembra quasi il premio per esserci comportati bene a Francoforte: si mangia francese all'aperto, cè un sole che spacca la pietre, sono tutti elegantissimi ma rigorosamente senza cravatta, e poi fuori c'è il mare, qualche bagnante, l'isola dei Lerins in lontananza.

Panini per la seconda volta ha uno stand, tutto dedicato a Naruto e a Fullmetal, le due serie animate i cui diritti stiamo vendendo in mezza Europa, anche se a Cannes io, Tony e Luca siamo venuti per comprare più che per vendere. L'offerta è così ampia che se volessimo comprare tutto quello che ci viene offerto potremmo spendere un paio di milioni di euro in due giorni e riempire mezzo palinsesto di un canale satellitare. Invece dobbiamo - ed è la nostra forza - spaccare il capello in quattro, soppesare ogni singolo titolo, fare e farci continuamente i conti in tasca, e sforzarci di capire tra le tante proposte quale "sfonderà" conquistando nuovo pubblico.

A parte le tante serie nipponiche, cos'altro si vende? I grossi gruppi - i vari Fox, Sony, Warner etc hanno stand enormi e defilati, quasi invisibili, nascosti nei piani alti del Palais, dove si entra solo per appuntamento. Nei tre parterre ci sono i "comuni mortali", i venditori di serie animate, candid camera, reality show, telenovelas, programmi televisivi tipo sceneggiati e documentari. Ogni stand offre schede in cartoncino sulle nuove proposte, ma dopo una mezz'ora in testa si ha solo una grossa marmellata. Cosa mi è rimasto impresso? Una telenovela colombiana intitolata LA EX, in cui una divorziata deve sopravvivere da single e dibattersi tra il dongiovannesco ex-marito e un aspirante nuovo fidanzato.
I soliti documentari con le donne nude che giocano a calcio.
Film TV di serie B di ogni tipo e colore.
Un sacco di telefilm russi che sembrano fichissimi.
Eccetera eccetera.

07 ottobre 2006

Haggard in FF


The big pencil and the baloon
Originally uploaded by Marco40134.
"Haggard" è una di quelle parole ingesi di cui conosco da sempre il significato, ma di cui non saprei dirvi un'esatta traduzione in italiano.
Quando a Francoforte un licenziante americano mi ha guardato in faccia e mi ha detto "Oh my god, Marco, you look haggard", ho incassato, sono stato zitto, e mi sono andato a rivedere cosa significa questo aggettivo. Il dizionario del mio iBook suggerisce "looking exhausted and unwell, esp. from fatigue, worry, or suffering", e devo dire che mi sono sentito più o meno in questo modo durante tutta la trasferta tedesca di questa settimana.

La verità è che occorrerebbe affrontare Francoforte e la sua relativa "malattia" di cui ho parlato un anno fa con il corpo e la mente riposati, ma le ultime settimane sono state un turbinio di lavoro, crisi familiari, e poco, pochissimo sonno, con l'ultimo week end passato a Città di Castello (per la mostra di Manara) con fatica aggiunta alla fatica. Mi sono quindi trovato a Francoforte per quattro giorni anziché i soliti tre, grazie a una giornata di incontro/brainstorming collettivo organizzato da un grosso licenziante giapponese, ed ero davvero, innegabilmente "haggard". Ora che è sabato sera, dopo una notte di sonno di 12 ore, dopo una giornata sdraiato sul divano a bere té, mangiare crepes al cioccolato e vedere TV sul mio MySky (Will & Grace e -per la prima volta - House M.D.) mi sento più sollevato, e in retrospettiva me la sono cavata benissimo con i soliti 10 appuntamenti al giorno, le cene, gli incontri, i voli etc.

E da lunedì ri ricomincia, con il MIP di Cannes, seguito dalla crociera Panini (sì, avete capito bene), quindi meglio continuare a rimanere sul divano a poltrire, almeno per un po'...

PS A questo link trovate alcune immagini gustose della mia Buchmesse 2006


Sul mio sito di foto trovate alcune immagini della trasferta.

20 settembre 2006

The way we were


The way we were
Originally uploaded by Marco40134.
Ieri sera i Kappa Boys ... che per i non addetti ai lavori sono uno dei più eclettici gruppi di creatori, autori e packager di fumetti d'Italia (nonché amici da sempre ed ex colleghi dei tempi della Star Comics).... hanno deciso di festeggiare l'inizio della stagione lavorativa 2006-2007 invitando nei loro uffici nel centro di Bologna fumettari e fumettomani di mezza Emilia Romagna. C'era mezza Panini Comics, Roberto Baldazzini, Daniele Brolli, e un sacco di altra gente. Seguendo questo link troverete alcune foto dell'evento, molto spumeggiante e mondano.

Seguendo l'ispirazione della sorta di pseudo reunion Star Comics (di cui in questi mesi ricorre il ventennale) ho proiettato le diapositive scattateci nel maggio 1992 dalla fotografa Silvia Amodio e depositate in un cassetto di casa mia da quasi tre lustri. L'emozione è stata grande, e mi riprometto di digitalizzare le diapo e mettere online le migliori... Per ora, gustatevi questa foto di una foto.... con Massimiliano Degiovanni con i capelli lunghi, Max Brighel con i capelli, io abbastanza fico, Andrea Plazzi identico a oggi, Andrea Pietroni assolutamente diverso, Federico Amico prima della scomparsa nei meandri delle discoteche, Luca Scatasta con i capelli, PPR bel tenebroso come adesso, e la coppia Baricordi/Rossi in versione anni '80 anche se era il '92 (il giorno in cui uccisero il Giudice Falcone, non potrò mai dimenticarlo...).

15 settembre 2006

What an odd week


Strana giornata, questa. Un po' di chirurgia dentistica (estrazione di un molare e impianto di quello che tra sei settimane sarà un altro molare, bionico), poi un pomeriggio a letto con il ghiaccio, l'Aulin, il gelato, il PC acceso per lavorare un po' e il telefonino che suona ininterrottamente, con chiamate di gente che non mi chiama da anni (ma, chissà perché, ha pensato a me proprio oggi) o che non mi ha mai chiamato finora (persino il fratello di Ronaldinho, giuro).
E alla sera, mi rivedo anche in TV Goldeneye, che, crediateci o meno, è il primo film di Bond che ho visto in vita mia, prima di recuperarli poi in gran parte in DVD. e che non è male, nel suo genere, ovviamente.

Strana settimana, questa, con ondate su ondate di lavoro frenetico, ma comunque appagante, allietato da sorprese come una chiamata inattesa di Giuseppe Genna o dalla conoscenza di un simpatico editore islandese, e poi telefonate, riunioni, programmi editoriali, business plan, il 2007 che avanza (e che anno sarà), la sigla rap tedesca di Naruto, l'assistente dei fratelli, nuotate in piscina, sedute di magnetoterapia, cene al cinese con autentico hot pot, compleanni con gli hamburger.

Per illustrare la settimana, una chicca. La mappa del tour mondiale di Jeff Smith, che mi sono trovato oggi pomeriggio nella casella di e-mail. La tappa in Italia è a Lucca, ospite di Panini Comics, per il lancio italiano di BONE A COLORI volume 1.
Da non perdere---

11 settembre 2006

Il gran giorno di Sara e Lee





Sabato è stato il gran giorno di Sara, nostra impavida redattrice di tanti progetti speciali e meno, nonché neofita coordinatrice di licensing, e Lee, alias Lee Bermejo, grande autore USA trapiantato a Reggio Emilia. Alle nozze dei due piccioncini c'era non solo tutta la Reggio & dintorni che contano, ma anche un bel pezzo di fumetto italoamericano. Panini Comics era ben rappresentata dal sottoscritto e dai due compari "specialisti" di Sara, Francesco (Meo) e Simon (Bisi), e tra gli autori ho riconosciuto Jim Lee, Carlos D'Anda, Michele Petrucci, Gabriele Dell'Otto, e un'altra pattuglia di autori romani. Cerimonia all'americana, con gazebo all'aperto, sindachessa con la fascia che ha officiato civilmente e simpaticamente, grande buffet di antipasti nella miglior tradizione emiliana (con annessi fritti, che secondo me a un matrimonio non devono mai mancare), poi cena e danze. La location era una villa liberty sulle colline di Reggio, con panorama mozzafiato annesso, il tempo è stato complice, e alla fine siamo stati tutti felici di aver potuto condividere con Lee e Sara il coronamento della loro bellissima storia d'amore, che sembra uscita da un fumetto rosa o - come piacerebbe a me e a Sara - da una qualche originale e moderna soap opera.
Auguri, L&S.