13 gennaio 2006

La prima settimana...


... di lavoro di ogni anno non è mai proprio la prima. Tra Capodanno e la Befana, giorni in cui lavoro sempre, il ritmo è molto rilassato, si riesce anche a prendere un caffé o a fare l'archivio dei 2000 mail presenti nell'inbox di outlook (2000 di fatto, non come paradosso)... Poi, dopo l'Epifania, inizia la rumba. Gli americani, i giapponesi, i francesi, gli inglesi, i brasiliani etc riprendono a lavorare, e l'illusione di calma svanisce, e si viene travolti dallo tsunami delle cose da fare (i micro e i macro progetti, l'ordinaria amministrazione e la straordinaria). In questa prima settimana ho pianificato viaggi vari da qui a luglio; ho chiuso il contratto per il nostro primo DVD offerto in edicola (e che DVD!). Ho tessuto varie tele di Penelope, tre delle quali paiono giunte vicine al ritorno di Ulisse. Ho dibattuto se e quale stand dovremmo avere ad Angouleme. Ho analizzato i problemi del mercato argentino, studiato il circuito manga in America Latina, fatto e rivisto offerte per una ventina di serie manga, analizzato i titoli DVD futuri da prendere o meno. Oggi, poi, sono crollato. Una sorta di mezza influenza, che nella notte è mutata magicamente in un bizzarro mal di schiena asimmetrico. Sono rimasto a letto tutta la mattina, lavorando con i due portatili, quello dell'ufficio aperto per scrivere un paio di contratti (roba tosta) e l'ibook personale connesso in rete per fare ricerche sulla bibliografia complessa e labirintica di uno dei principali autori italiani. Poi, nel pomeriggio, tutto acciaccato, ma dopato di antiinfiammatori al punto giusto, ho preso la macchina per andare a trovare un altro dei principali autori italiani. E' un peccato non potere raccontare nel dettaglio momenti come questo. Entrare nello studio di un artista è come violare il sancta sanctorum del Dottor Strange, penetrare in un mondo pieno di fumetti visti e mai visti, di schizzi, di dettagli, di originali, di colore. Con l'artista in particolare stiamo imbastendo un altro macro progetto, uno di quelli che farà parlare, ma la cosa bella è stata che prima di iniziare a scendere nei dettagli del contratto, ce ne siamo stati in cucina un'oretta, a bere the e a parlare della matematica della fisiognomica, di come funzionano le chiavi elettroniche, di Pogo, di Walt Kelly, del miracolo e dell'incubo dell'anestesia, mentre fuori c'erano i pini e calava la sera, su un pomeriggio d'inverno terso e luminoso come pochi.

2 commenti:

frankie666 ha detto...

wow che figata... Posso chiedere una cosa ma è vero che molti autori giapponesi non vogliono i loro lavori pubblicati in Europa perchè non li vogliono ribaltare?

Anonimo ha detto...

Forse non confesserai mai chi è l'autore misterioso, ma io ci provo lo stesso a chiedertelo: stai organizzando con Berardi una miniserie inedita di Ken Parker? :-)
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Janeway
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