27 marzo 2006

Il Caimano


Ho deciso di andare a vedere IL CAIMANO domenica sera, come degna conclusione di un week end mezzo di lavoro e mezzo no (ma tutto di tensione nervosa all'idea della maratona della Fiera del Libro che inizia tra poche ore).
Il cinema scelto era l'Olimpia, a tre isolati da casa, ore 20.30. Arrivando, c'era una incredibile ressa davanti al cinema, genere partita allo stadio. Temevo fosse tutto pieno, invece un paio di posti li abbiamo trovati. Il film è davvero bello, molto: toccante, non banale, un inno al cinema e al suo potere dirompente e modificatore o complice della storia. L'ho trovato anche intimista, poetico, molto più incentrato sul damma personale di Bruno Bonomo (alias Silvio Orlando) che non sulle vicende del nostro amatissimo/odiatissimo Caimano. Sulle due ore di film, le vicende politico-giudiziarie-legali del nostro premier occupano - non scherzo - a malapena 15 minuti. Il resto è un ironico, ma anche drammatico ritratto di un uomo davanti al fallimento, alla separazione, all'implosione della sua famiglia, un uomo la cui vita è così imperniata sul cinema che dorme in mezzo alle pizze dei suoi film, oppure sul letto finto di un teatro di posa, addormenta i figli raccontando gli impossibili sequel dei suoi film di serie B e discute con la sua assistente se cedere oppure no all'associazione psicanalitica una copia del film MACISTE CONTRO FREUD.
Insomma, IL CAIMANO è un film ambizioso, visionario, complesso, e ridurlo a un "film contro Berlusconi" non è solo semplicistico, ma soprattutto infondato e non vero. Anzi, direi che la visione è raccomandata a tutti, polisti e unionisti assieme. La riflessione su questi 12 anni è tridimensionale, non banale, e tutti troveranno qualche motivo di riflessione.

3 commenti:

Botolo ha detto...

MML,
tranquillo, i commenti continueranno ad arrivare. Mi è piaciuta molto la tua recensione. Devo dire la verità: essendo di orientamento di centrodestra pensavo che questo film fosse solo un attacco al Berlusca e per questo pensavo di non andare a vederlo...ma avendo letto la tua recensione penso che mi tufferò al cinema, sperando che quei quindici minuti di cui parli non siano esageratamente spinti contro il Berlusca e comunque "sbilanciati"...

Ciao!

pepito ha detto...

Ho visto il film sabato e la penso esattamente come te! Mi è piaciuto molto proprio per la vita del personaggio di Orlando, per le citazioni cinematografiche (i film che piacciono ai figli, la scena in cui guardano "La città incantata", l'epilogo della vicenda con la moglie+il sottofondo della canzone del film "Closer") e per la perfetta simbologia (studio semiotica) di parecchie scene... l'ultima inquadratura su tutte! Davvero un'ottima pellicola!

Vittorio ha detto...

ma infatti non capisco tutta sta tiritera del film contro berlusconi...non si poteva farlo uscire dopo le elezioni?avrebbe avuto meno pubblicita',ma si avrebbe avuto tutti la possibilita' di vedere un film cosi' bello senza preconcetti,ne' da una parte ne' dall'altra...