12 marzo 2006

L'isola c'è o non c'è?


Sono tornato. 21 ore di viaggio, e mi "teletrasporto al rallentatore" dal paradiso di cui a lato, con circa 30 gradi, acqua cristallina, palme, frutta tropicale, alla neve e al grigiore dell'inverno bolognese.
Un viaggio che meriterebbe almeno dieci-quindici post, anzi, forse uno o due racconti, magari un abbozzo di romanzo.

Perché quando meno uno se lo aspetta, quando si cerca a volte l'ispirazione per raccontare una storia, è la storia stessa che entra nella nostra vita. E si viene catapultati nella vita degli altri, che è realtà migliore di ogni fiction, dramma vero o allegra vera. E si finisce in metropoli tropicali scortati da ex wrestler appassionati di Star Wars, perduti nella notte piena di luce arancione, a parlare di Fellini con studenti ubriachi in bar di minatori, o estasiati davanti all'oceano e a un misto di umanità perduta e narcisista. Ma si finisce anche nei guai, sequestrati dalla polizia e costretti a mercanteggiare la propria libertà, e a vedere il male in faccia, quello vero in carne, sangue e mitra, non quello a 4 colori dei fumetti.
Un po' alla volta, appena mi sarà possibile, vi racconterò le varie vicende, esaltanti (e in un solo caso, terribili), di questi 12 giorni. Abbiate pazienza. La pazienza vera, questa volta.

1 commento:

Giovanni O. ha detto...

Ok, sarò paziente! E comunque sono felice di rileggere un tuo blog!