13 maggio 2007

Varie notizie da Torino


Bisogna dire che l’idea era un “no brainer”, espressione yankee che significa “una cosa così ovvia, che non c’era bisogno di avere un cervello per arrivarci”:
prendere il Salone del Libro di Torino, la principale manifestazione commerciale sul mondo librario, e fonderla con Torino Comics, la veterana manifestazione del capoluogo piemontese su fumetti e affini. Dopo tutto, in questa epoca di mishung di generi e media, in cui i romanzieri diventano sceneggiatori di comics, in cui gli editori di libri si litigano i diritti delle graphic novel, in cui i romanzi diventano libri a fumetti e dal mondo dei fumetti nascono i romanzi, quale connubio migliore di quello tra libri e fumetti poteva essere benedetto dall’aristocrazia culturale italica, all’ombra della Mole e nei rispettatissimi saloni del Lingotto.

Peccato che, come spesso succede in questo nostro paese delle banane, si siano fatte ancora una volta, come sempre, le cose a metà, con approssimazione e superficialità, al risparmio. Torino Comics non si è invero fusa con il Salone: gli ha fatto da appendice miseranda, da cugino povero che si invita a cena ma si mette in cortile a mangiare dalla scodella del cane. Torino Comics è stata allestita in una tensostruttura, in fondo alla fiera, senza alcuna segnalazione, senza alcun rilievo nella comunicazione del Salone, invisibile. E mentre nei padiglioni del Salone i visitatori sfogliavano Ammaniti e WuMing al fresco dell’aria condizionata, in una patetica tensostruttura, in fondo a tutto, i fumettari morivano di caldo, con svenimenti vari, a 30 e passa gradi di temperatura, in maglietta e pantaloncini.

Quindi, bellissimo il Salone, 10 e lode per la sua organizzazione e glamour, ma zero assoluto per la mancanza di rispetto con cui ha trattato la letteratura disegnata, che merita rispetto e visibilità e non di essere messa in un cantuccio, come una povera cosa.

Per fortuna del mio sistema neurovegetativo e di termoregolazione, l’incontro con il pubblico di cui vi dicevo si è tenuto venerdì nel Salone vero e proprio, con oltre quaranta partecipanti, davvero tanti se pensate che all’incontro successivo, per un romanzo, ce n’erano solamente due (2). Il sottoscritto e Gabriele Dell’Otto abbiamo intrattenuto per un’oretta, dando tante anticipazioni. Trovate un resoconto abbastanza preciso dell’incontro a questo sito. Tra le cose dette, la più esplosiva e imprevista era senz’altro quella sulla nostra imminente uscita con i fumetti legati a mondo di Vasco Rossi, scritti da Enrico Brizzi e disegnati da una posse di giovani e grandissimi artisti, tra cui per ora possiamo solo annunciare Donald Soffritti, tutti colorati da un altro artista che è uno dei miei miti attuali, Emanuele Tenderlini. La notizia è stata ripresa ieri da Il Giorno, Resto Del Carlino, La Nazione, nelle pagine nazionali; andatevela a leggere cartaceamente, dato che QN non rende disponibili online tutti i suoi contenuti.

Al Salone mi sono anche fatto intervistare da Luca Sofri all’interno di Radio3Web, davvero una bella esperienza. Speravo fosse possibile sentire il podcast, ma al momento non pare possibile. Ho poi visto una lunga serie di autori, editori, disegnatori, colleghi etc, in un continuo andirivieni tra la Tensostruttura a 30 gradi e il fresco del Salone.

Due momenti topici del soggiorno:

bere una birra alle due di notte alla festa di Minimum Fax con Sandrone Dazieri, esimio giallista, mente oscura della Mondadori, appassionato di TV, cinema e fumetti, nonché nuovo amico annata 2007

mangiare e fare acquisti all’Eataly, uno spettacolare supermarket/caffetteria sciccosissimo e biologico, con il meglio del meglio dello slow food da comprare o mangiare in loco, tutto DOC, DOP: riso nero, rosso, bianco, plin freschi alla borragine, tallarin, fagioli in confezione deluxe, pane ai fichi, marmellata al mandarino, pesto di tonno, maggiorana e pinoli, un delirio delizioso di dolcezze e salatezze. E nel 2010 apre anche a Bologna, pare…

6 commenti:

Il Glifo ha detto...

MArco, tutto voi che eravate li, avete tutta la solidarietà di noi che non c' eravamo!

Fabrizio ha detto...

Beh, ovviamente dopo aver fatto finalmente due chiacchiere "Face to face" non potevo non tornare sul luogo del delitto. Duplice, viste che

1- è il tuo blog
2- è un post che parla della Fiera della mia città.

Da Torinese amante dei fumetti, sono davvero dispiaciuto delle immense difficoltà in cui è stato messo Torino Comics. So che Vittorio Pavesio, Silvano e Mauro ci credevano e si sono davvero fatti il mazzo, contro quello che a mio avviso si è dimostrato uno sciocco muro di gomma. Muro molto miope, comunque.
Il prossimo anno pare che i furboni della Fiera, colpiti alla sprovvista dall'immonso flusso di persone, sposteranno i nuovi annessi all'Oval, una delle più belle strutture olimpiche. Se le medaglie di Fabris and co suscitano qualche ricordo... ;-D

Ovviamente l'Oval è tutta un'altra storia. Sarebbe una location che risarcirebbe tutti gli espositori del caldo patito quest'anno, con tutto il plus di un nuovo anno di fiera. Se Torino Comics fosse all'Oval, si troverebbe davvero in una delle migliori sedi italiane, in rapporto diretto con Lucca (città) e Napoli.

Speriamo in bene...!

Grazie della visita e di quella chiacchierata veloce.

E comunque, 10, 100, 1000 tendoni forno pittosto che il Family Day!!!!

Ciaooooooooo

Fab

segreto ha detto...

o__O addirittura linkato sul blog di Marco Lupoi? non mi aspettavo tanto! :D

grazie marco, anche per le anticipazioni della conferenza

valerio "segreto"
www.kblog.it

ps: per la cronaca, sono quell'unico che ti ha chiesto la cartella stampa a fine discussione :P

Lascimmia ha detto...

c'è anche da dire che finchè viene diviso lo spazio tra editori e vere e proprie bancarelle da mercato che vendono pupazzetti, costumi e cazzilli vari è ovvio che la serietà non viene molto ben percepita.

a torino poi secondo me è stato lo sbraco totale, anche perchè il numero di venditori di cianfrusaglie superava di gran lunga quello degli editori.
il contrasto poi con l'altra faccia dell'editoria era poi schiacciante.

forse c'è proprio bisogno di un ripensamento dell'immagine del fumetto, non come roba da bambini o da "segaioli brufolosi" (gherarducci docet) che manco la bottega dell'androide.
Immagino che voi lo percepiate più di tutti dovendo rapportarvi a prodotti come "spiderman3",a mio parere una delle porcate più grandi mai uscite, e non è vero che "è un film di supereroi dai, che ti aspettavi?" anche "marvels" è un fumetto di supereroi, però.., che se facessero una versione live-action tenendo tono e spirito inalterati sarebbe un successo planetario.

mi sa che mi son lasciato prender la mano :D

saluti

nda ha detto...

Marco,
mi sembra di ricordare che il termine tedesco usato difetta di una "c": dovrebbe essere "mischung".

nda

sandrone ha detto...

eh eh eh, bello ritrovarti qui! Appena avro' un blog vero sarai bloggato a tua volta..
un abbraccio
sandrone