17 settembre 2005

Scusate se faccio il sentimentale...



Passo i primi tre giorni della settimana murato in ufficio (genere: dalle 9.00 alle 20.00) per preparare il complesso viaggio a Londra di giovedì e venerdì. Un tour de force indispensabile per i cruciali appuntamenti che mi aspettano nella capitale inglese.
Poi, finalmente, 15 settembre, volo BLQGTW delle 6.55, parto per Londra.
In ogni momento, lavorando o girando per la città, dopo quasi due anni che manco, penso a quanto mi piace, e quanti e quanto importanti e belli siano i ricordi che mi dà. Forse perché sono del Toro, o forse perché ho una sottile e personalissima vena nostalgica, sono incapace di camminare per una città, che sia Lucca o Bologna, o Londra o Francoforte, senza sentirmi vicino a tutti i miei io del passato, senza sentire il passaggio di un me stesso due, tre, dieci, venti anni più giovane, per quello stesso vicolo, in quello stesso bar, sotto quella stessa nuvola, o scroscio di pioggia, o raffica di vento. E se città come New York per esempio mi sommergono quasi sempre con ricordi a dir poco conflittivi, camminare per Londra è come fare l'amore con un corpo di cui si conosce ogni centimetro quadrato, ma non per questo meno attraente o portatore di ebrezza. In questa strada, a 12 anni, mi sono defilato dalla comitiva scolastica in cui ero intruppato, e ho girato da solo da un punto all'altro della città, a caccia di fumetti, per la prima volta in vita mia completamente solo ma completamente libero. In quella casa ho passato tanti bellissimi fine settimana. In quella libreria ho cercato libri rarissimi di matematica per la mia tesi di laurea. In quel palazzo ho conosciuto uno dei miei migliori amici, lo Stefano Gaudiano inchiostratore di Gotham Central e di Pulse. Vicino al fiume ho sostenuto il colloquio di lavoro più importante della mia vita, quando la Marvel mi ha assunto per dirigere Marvel Italia. E per la felicità mi sono andato a comprare un paio di stivali fatti a mano, ma ho sbagliato la taglia dall'emozione, non li ho mai portati, e li conservo come una reliquia.
In quel vicolo ho camminato con la neve fino alle ginocchia insieme allo storico dei comics Paul Gravett.
In quel ristorante ho intervistato Sidney Jordan, in compagnia di un grande amico del liceo, poi perduto nel diluvio della vita.
In quella piazza, in un tramonto di giugno impossibilmente luminoso e terso, ho avuto per la prima volta la consapevolezza di aver trovato l'amore della mia vita, in uno di quei momenti di chiarezza di sé assoluti rispetto ai quali può esserci nell'esistenza solo un "prima" e un "dopo".

E camminando oggi per Londra, 15 settembre 2005, mi sembra di continuare a sfiorare tutti questi miei sé del passato, ancora e perennemente vivi, e presenti al mio fianco.

1 commento:

Juan Carlos ha detto...

tengo ganas de conocer la ciudad, nunca la he visitado