04 settembre 2006

Di castello in castello



Castel del Rio è un'amena cittadina nell'alta Valle del Santerno, parallela a quella valle del Sillaro in cui passo praticamente ogni fine settimana. E Castel Del Rio è un posto che gli appassionati di fumetto conoscono bene, dato che è qui che Roberto Raviola - Magnus - ha passato gli ultimi anni della sua vita, in cui è morto e in cui è sepolto. Riesco bene a capire il fascino che questo lembo d'Appennino può esercitare: una campagna verdissima, un fiume con le acque tiepide in cui è possibile balneare parecchi mesi all'anno, gole ripidissime che si stringono e si allargano in un panorama vertiginoso che dopo pochi chilometri culmina e sfocia nel Mugello. Nel castello eponimo di CdR da qualche tempo hanno aperto una SALA MAGNUS per celebrare il famoso artista che decise di scegliere Castello come sua ultima casa, e che riuscì anche a infilarcelo in più di una vignetta.
Oggi ci sono passato anche io, in occasione di una giornata speciale commemorativa, e di una micro-mostra mercato molto interessante. Ho finalmente conosciuto la signora Raviola, Margherita, dopo tante collaborazioni insieme con REPUBBLICA, LA COMPAGNIA DELLA FORCA e non solo. Buffo, che me la immaginavo brunetta e rotonda, ed è invece bionda e snella, una vera esplosione di vita e di entusiasmo.

Certo, la Sala Magnus in sé non è nulla di spettacolare, ma è comunque un bell'omaggio a questo grande artista, ed è più di quello che abbia fatto una città come Bologna nei confronti di Magnus o di qualsiasi altro dei suoi Maestri.
Se decidete di fare un giro di queste parti, passate a vederla, e pensate per qualche minuto a questo grande artista, e allo scrigno verde di alberi e pietra in cui scelse di seppellire il suo dolore. Non ve ne pentirete.

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