28 settembre 2006

September song


è già inverno?
Originally uploaded by Hilleman.
Siamo arrivati all'autunno sotto le piogge battenti e i suoi riti e le sue amarezze: scusatemi se ho postato poco in questi giorni, ho passato mezza domenica in ospedale con mia madre, per un malanno di media importanza, guardando l'horror show di un E.R. nostrano, con le barelle che si affastellano in corridoio e solo posti in piedi in sala d'attesa, mille grazie. Tutto questo mentre due persone importanti - a diversi livelli - nella mia vita devono affrontare la malattia del padre: in un caso uno straziante stillicidio, nell'altro un doppia mazzata secca.
I giorni più crudeli sono questi, quando nella seconda metà della vita la mortalità dei nostri genitori ci colpisce con un treno in corsa, e nel loro avvicinarsi alla fine vediamo anche il NOSTRO passare del tempo, il nostro essere irrimediabilmente adulti, quando vorremmo ancora nel nostro fondo rimanere, ora e per sempre, bambini.

5 commenti:

karmakomix ha detto...

Come hai ragione.....
Luke

Alessandro ha detto...

Non è facile aggiungere parole efficaci a queste Sue riflessioni.
La sentiamo vicina, signor Lupoi.

Uno dei tanti Suoi estimatori che vorrebbero ancora rimanere bambini.

Alessandro Di Nocera ha detto...

Ma è la cosa che potrebbe darci anche maggiore forza.

L'idea che siamo mortali e che tutti gli affanni della nostra esistenza scompaiono di fronte a questa ineluttabilità.

Potrai, così, stringere tua madre con maggiore consapevolezza e godere della sua presenza con maggiore intensità.

Siamo mortali. Cresciamo. E' bellissimo e terribile insieme.
Tutto il resto è un'inezia.

P.S.: il dolore dei tuoi amici, è un dolore che siamo destinati tutti a provare.
Anche io ho assistito, recentemente, a una mazzata caduta su mio padre. Ho avvertito il senso della fine di un'epoca. Ma anche la necessità di vivere meglio per non ripetere errori e mancanze del passato.

Vforvoglino ha detto...

Forza, Marco. Io ho appena visto lo stesso horror show per mia moglie, ma siamo ancora qui. Make it count.

Giovanni O. ha detto...

Mio fratello è un anestesista rianimatore qui a torino...non sai quanta fatica faccia nel svolgere il suo lavoro!
Penso che tutti conoscano la realtà statunitense in fatto di assistenza ospedaliera: tutto molto bello e funzionante ma solo se possiedi abbastanza denaro!
E' anche per questo che il nostro E.R. può sembrare molto più dimesso e molto meno funzionale...è aperto a tutti (almeno fino ad ora...vedo un futuro nero).

Sono molto dispiaciuto del momento che stai passando, è triste e si è impotenti! Anch'io ho vissuto momenti drammatici durante la malattia di mio padre e ora li sto nuovamente vivendo per una mia cara amica!

Un abbraccio!

Giovanni