29 luglio 2005

Il mare (sempre più blu)


Per farvi capire quanto sia diventato imbranato sul tema vacanze, sono andato a letto martedì convinto di partire alle 9.00 la mattina seguente, per l'Elba, ma alla fine sono partito alle 16.50 e a Portoferraio sono sbarcato alle 23.00. Sigh, sono finiti i bei tempi in cui potevo mettere le mie cose sulla mia Panda in mezzora e essere onzerrod immediatamente (destinazione: Zadina di Cesenatico). Ora, tra documenti, impegni, gatta da piazzare, innaffiamento automatico da collaudare, amico cui dare chiavi e istruzioni, pizzi, cazzi e mazzi, ci vogliono otto ore per chiudere casa... L'Elba è uno spettacolo, verde e bellissima, neppure tanto affollata... ma calda, torrida, caldissima. Non spira un filo d'aria, l'umidità sarà del 100%. PER FORTUNA mia madre ha pensato bene di fare montare un potente condizionatore, che con un solo apparato mantiene fresca la casa. Si sta meglio dentro che fuori, anche se mercoledì un paio d'ore in spiaggia me le faccio, con l'acqua verde e cristallina calda come brodo, e poi sotto l'ombrellone (sono bianchissimo...) a sudare facendo il sudoku (finalmente ho capito come si fanno quelli difficili di Repubblica), ad ascoltare musica random con l'ìPod shuffle e a leggere una pila di manga. Volumetti letti:
- IL TRASLOCO *****
- HOT GIMMICK 1***
- LIFE 1***
- VITAMIN ****
- SEMPRE PIU' BLU 3 ***
(legenda: *** carino! **** da leggere davvero! ***** da premio!)
Dopo questa scorpacciata di shojo, penso che se fossi uno studente di scienze della comunicazione farei una tesi sullo shojo manga in Giappone e la sua evoluzione. Leggendo HOT GIMMICK , LIFE e VITAMIN, con il loro misto di crudeltà e sadismo, si ha uno spaccato disarmante non solo delle giovani e delle giovanissime giapponesi, ma anche di come l'editoria a fumetti si sia specializzata a dar voce alle loro inquietudini. Sotto l'apparenza di perbenismo e di claustrofobia sociale (in HOT GIMMICK, un condominio per i dipendenti alto borghesi di una multinazionale, in VITAMIN e LIFE, delle scuole fortemente settarie e selettive), ci sono queste quindicenni di carta che subiscono vessazioni, ricatti, abusi, insulti, mobbing psicologico, reagendo con lacrime, automutilazione, bulimia, autoesiliandosi in casa, soffrendo le pene dell'inferno. Chi le circonda non è proprio simpatico. Le famiglie sono cieche, mute e sorde, non vedono e non capiscono nulla, e se anche intuiscono preferiscono stare zitte, senza dare affetto o una carezza, o un complimento. I ragazzi o sono sadici (HOT GIMMICK) o vili (VITAMIN) o inesistenti (LIFE, almeno per ora). Insomma, proprio un bel quadretto! Pubblicando questi tre manga, fortemente consigliatici dai nostri editor nippofoni, siamo andati a pescare nel torbido del "nuovo" shojo giapponese, che racconta un mondo scomodo e lontano dagli ideali rosa, caramellosi e "kawaii" di tanti altri fumetti dello stesso genere. In confronto SEMPRE PIU' BLU è una serie molto più leggera. A sceglierla è stato il sottoscritto, dopo averne letto il primo volume in edizione francese. Diciamo che SPB (libera traduzione, sempre del sottoscritto, dell'originale "Più azzurro del blu"), è una sorta di "shojo al maschile", ed è "di genere" a sua volta, inserito in quella serie di manga "romantic comedy" che escono in Giappone sulle riviste per maschietti, e sono l'immagine speculare degli shojo. Negli shojo, rivolti a un pubblico prettamente di ragazze adolescenti, le protagoniste sono fanciulle tormentate (ora dalla loro verginità, ora dalla loro precocità sessuale, sempre e comunque dall'infelicità e dal romanticismo), che devono trovare vuoi l'amore vuoi il rispetto di sè, passando per ogni possibile peripezia. Nelle "commedie romantiche", per lettori maschili, i protagonisti sono adolescenti maschi di solito 1) ingenui; 2) poco o per nulla scafati sessualmente; 3) sfigati e con pochissime conoscenze femminili. Nello svolgimento del manga, l'ingenuità va farsi subito benedire, e l'eroe si trova circondato da un harem di fanciulle felicemente disinibite, pronte a gettarsi ai suoi piedi. Mi viene in mente TENCHI MUYO, ma di certo ce ne sono mille altri esempio (VIDEO GIRL AI?). Da notare: il passaggio dell'eroe da sfigato a dongiovanni è sempre magico o provvidenziale (in SPB il catalizzatore è l'arrivo sulla sua porta di una avvenente e ricchissima ragazza promessagli come sposa fin da bambino). Insomma... gli adolescenti giapponesi, maschi o femmine che siano, hanno bisogno dei loro sogni, e i manga sono pronti a darglieli, con tutti gli artifici di maniera dei diversi generi, liberamente interpretati dalle sensibilità più giovani e dirompenti. Come ciliegina sulla torta, IL TRASLOCO mi ha lasciato senza fiato. Ci sono due o tre trovate a pagina, di sceneggiatura o disegno, rese (le prime) davvero bene dalla nostra neo-editrix Elena Zanzi. Non so se lo abbiamo candidato a qualche premio, ma dovremmo farlo, Un manga adulto, simpatico, demenziale e intelligente al tempo stesso, che non ha NULLA di maniera. Una sorta di contro-shojo, di genere indefinibile, un meta-manga sulla vita caotica e vera di ragazzi giapponesi che hanno a che fare con l'amore, il caldo, l'abbandono, la birra, gli zoo pieni di animali, le cose non dette o dette troppo tardi, la pasta istantanea e gli italiani che si chiamano Barone Assasino con una sola esse. Insomma, mi è proprio piaciuto....

1 commento:

Juan Carlos ha detto...

Lost, en españa "perdidos" la descubri de casualidad. Como no pude ver los primeros capitulos no la he seguido, pero ayer emitieron los dos primeros capítulos y....espectacular. Estoy intentando enganchar a mi novia para poder comentarla con ella.

Mujeres desesperadas no me dice mucho, la verdad. Me recuerda a "Sexo en Nueva York"