28 agosto 2006

In the beginning - 3 di ?


Prima di passare al periodo successivo, agli anni delle medie e delle superiori, e alla trasformazione di quella che era una passione in un'attività para-professionale prima e professionale poi, lasciatemi dire qualcos'altro su quegli anni, sullo scorcio di '70 "pre rivoluzione televisiva" nella quale si sono formati i miei interessi e - presumo - quelli di una buona fetta di voi lettori.

Erano anni della prima e della seconda rete, di Carosello (e dell' "a letto dopo"), della TV DEI RAGAZZI, dello Zecchino d'Oro, del mondo in bianco e nero. Proprio perché la TV adatta a un bambino era così poca, quella che passava il convento era un nettare, era contare i giorni per aspettare la puntata successiva di Sandokan, Supergulp o Spazio 1999, guardare con il fiato sospeso Pippi Calzelunghe, UFO Attacco alla Terra, The Prisoner, Belfagor, A come Andromeda, Ettore Fieramosca, Gianni e il Magico Alverman, ma anche accontentarsi di un qualsiasi Braccobaldo, Jonni Quest o Scooby Doo. Ricordo anni di frustrazioni perché il momento migliore della settimana era la domenica pomeriggio, con i film di Tarzan o UFO, e i miei insistevano per trascinarmi invece nelle loro attività educative tipo andare a mangiare la fiorentina a Tolé (un supplizio) o a giocare a carte al "Pescatore", la villa degli amici di famiglia, nella quale almeno c'era un televisore dal quale ricordo di aver sbirciato più di un episodio di Mr Magoo, uno dei miei illogici ma assoluti amori infantili.
Le mie passioni massime? Ovviamente Supergulp, e al secondo posto Spazio 1999, che andava in onda il sabato sera in seconda serata e di cui ho comprato persino i libri fotografici della Mondadori, e la cui venerazione sfociava nel maniacale. Terzo, Sandokan, di cui conosco ancora a memoria la sigla, registrata mettendo al fianco della TV un registratore a cassette. Ovviamente mi piaceva il fantastico, l'avventura, la fantascienza, i gialli. Bastava che ci fosse un qualsiasi elemento di "dramatic fiction" ed ero pronto ad entusiasmarmi. Non mi prendeva la comicità, anche se ricordo una rassegna di film di Chaplin che mi fece conoscere in sequenza tutta la filmografia del grande regista. Gli show mi lasciavano indifferente, anche se ricordo con nostalgia Tante Scuse, con Vianello e la Mondaini che nella sigla uccidevano i Ricchi e Poveri, ogni volta in modo diverso.

Erano anni poveri, televisivamente parlando, con pochi programmi degni d'interesse, ma proprio perché erano pochi, inebriavano quasi, e in un'Italia pre-Austerity o post-Austerity, dove l'orizzonte per me (e per molti) non andava oltre Bologna, l'Appennino e l'Adriatico, permettevano di evadere radicalmente e passare qualche ora sulla Luna, o a Londra, o nella foresta africana.

Nel resto del tempo libero (ed era tanto, il tempo libero, allora) ero un lettore inveterato, anche se in maniera anarchica: avevo tutti i libri di Verne, e li leggevo a ciclo continuo, ma di Salgari avevo solo Il Re Dei Mari, il penultimo del ciclo di Sandokan, credo, e penso di averlo letto cinque o sei volte. Il fatto era che leggevo con tanta rapidità che avrei avuto bisogno di due-tre libri alla settimana, e dal momento che questa sembrava un'esigenza inconcepibile per un novenne, dovevo accontentarmi dei pochi libri che avevo, e leggerli in loop. Le cose migliorarono un poco quando arrivarono i primi libri per ragazzi in edizione economica, gli Oscar Ragazzi, o l'analoga versione BUR, per non parlare dei Gialli per Ragazzi, con gli Hardy Boys e Nancy Drew, che mi sbafavo in due-tre ore l'uno. Solo al liceo avrei scoperto la bellezza delle biblioteche pubbliche, che permettono di sbizzarrirsi senza limite, ma nel frattempo era finita l'epoca dei lunghi pomeriggi di ozio infantile. Se dovessi dire quale dei tantissimi libri per ragazzi mi è rimasta più impressa avrei solo l'imbarazzo della scelta, anche se indubbiamente a Peter Pan sono collegati alcuni dei ricordi più nostalgici.

Infine, e con questo chiudiamo il capitolo, oltre a leggere come un pazzo, all'epoca scrivevo e inventavo come un pazzo (si potrebbe dire che non ho mai smesso...). Nei primissimi anni delle elementari avevo un mio giornalino settimanale, otto-dieci pagine su fogli da quaderno. Si intitolava IPPY E GLI ALTRI PERSONAGGI. Ippy, un coniglio azzurro sposato con la pecora Marisa, prendeva il nome dagli hippies, i trasgressivi figli dei fiori, di cui avevo sentito parlare e che chiaramente mi affascinavano massivamente. GLI ALTRI PERSONAGGI erano i vermi Toc e Rina, lo scheletro Ugo con la sua fidanzata scheletressa, e tutto un piccolo ingenuo pantheon di personaggi zoomorfi che nascevano dalle letture di Topolino e da quelle di Atomino di Marcello Argilli (un premio a chi sa dove era pubblicato...). Notare che ogni numero aveva colophon ("una pubblicazione di FLE, FRATELLI LUPOI EDITORI"), pagina della posta, rubriche, anteprima del numero seguente, come un gionalino "vero", e siccome ero certo che li avrei un giorno pubblicati, avevano data di copertina postdatata, tipo "sabato, 13 aprile 2002". Una volta terminato il ciclo IEGAP, rendendomi conto che non sapevo per niente disegnare, iniziai ad INVENTARE fumetti. Me ne stavo, soprattutto d'estate, per ore a fantasticare, palleggiando o - cosa ancora più inquietante - a sbattere con un bastone per terra, quassi dovessi trasformarmi in Thor. In quei pomeriggi di sole e di invenzioni mi creavo i miei super eroi personali, come credo abbiano fatto il 100% dei lettori di comics, e immaginavo le loro avventure, scrivendone i titoli in lunghi elenchi su quaderni. Esatto, non scrivevo le storie, ma solo i loro titoli (iniziando a sviluppare la mia passione per questa microarte, che forse traspare anche da questo blog). Pensavo ingenuamente che bastasse l'elenco dei titoli a farmi ricordare anche le storie, che invece sono state cancellate dal tempo e di cui non ricordo nulla, se non qualche nome di personaggio: Volter, Sexta, l'Uomo Cristallo e Aquafresh (sic) del gruppo dei Liberatori, e poi la grande saga "in solitaria" di Wonder Boy, il ragazzo meraviglia.

Negli anni successivi anche questa smania creativa si sarebbe trasformata, con l'ingresso nel mondo del fandom.

3- continua

4 commenti:

Enrico ha detto...

Un brivido mi è corso lungo la schiena vedendo la foto de "La banda di Queen Street" che è stato per un sacco di tempo uno dei miei libri preferiti in assoluto.
All'elenco - oltre agli Hardy Boys e a Nancy Drew - non bisogna dimenticare di aggiungere i Tre Investigatori (http://www.ilcinemasecondome.net/index.php/2005/i-tre-investigatori-subito/ e http://utenti.lycos.it/itreinvestigatori/)

foolys ha detto...

evvai, non aspettavo altro...

Vittorio ha detto...

Atomino mi pare fosse pubblicato su "il Pioniere dell'Unità ", e poi su "Noi donne" (forse contemporaneamente?)...un mio zio li aveva tutti...

lieveansia ha detto...

Sì, era pubblicato sul Pioniere dell'Unità nel 1963-1966 e dopo in Noi donne.

Maggiori info qui: http://www.lfb.it/fff/fumetto/pers/a/atomino.htm

Ciao!
Nicola